Simone Vagnozzi aveva avvertito Jannik Sinner. D'altronde le immagini del numero due al mondo che fatica a sconfiggere Eliot Spizzirri nel terzo turno degli Australian Open sono già storia. Tutto è nato al principio del terzo parziale quando Jannik, che aveva perso 4-6 il primo set e vinto 6-3 il secondo sull’americano, ha iniziato ad avvertire problemi fisici. Prima la richiesta di un medical timeout per un massaggio al polpaccio, poi le difficoltà a camminare e a muoversi per il campo. Da qui i frequenti avvicinamenti al box per chiedere consigli e incoraggiamenti al team. Vagnozzi compreso.
"Lascia perdere il terzo set. Lascialo perdere. Così potrai prenderti i dieci minuti e provare a recuperare", ha detto il coach al giocatore. In precedenza lo stesso Sinner aveva confidato a Cahill: "Non so cosa fare". E anche l’esperto tecnico australiano lo aveva invitato a temporeggiare, per poi tentare di riprendersi: "Cammina per il campo e basta, poi vediamo cosa fare". D'altronde l'altoatesino stava avendo una crisi di crampi a causa del caldo estremo.
Proprio per questo il giudice di sedia e gli organizzatori hanno applicato il grado 5 del nuovo protocollo. Una decisione "sospetta" che ha scatenato l'ira dell'avversario e non solo. Sinner, infatti, rigenerato dal cambio di condizioni climatiche e dal passaggio dall’outdoor all’indoor, è riuscito a sconfiggere l'avversario.