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Carlos Alcaraz, cosa nascondeva in campo: bufera all'Australian Open

di Roberto Tortora lunedì 26 gennaio 2026

2' di lettura

A Melbourne anche i fuoriclasse non sfuggono alle regole. Così anche il numero 1 del mondo del tennis, Carlos Alcaraz, nella giornata degli ottavi di finale agli Australian Open è stato protagonista di un siparietto che nessuno si aspettava prima della sfida a Tommy Paul sul campo della Rod Laver Arena.

Lo spagnolo, infatti, si è presentato in campo con un braccialetto nascosto sotto il polsino e l’arbitro di sedia, Marija Cicak, lo ha prontamente “invitato” a toglierlo. Un gesto fulmineo e non negoziabile: Alcaraz ha ubbidito senza protestare, ha rimosso il gadget e lo ha lasciato sulla sua panchina prima del gioco. 

Il motivo? Il braccialetto è vietato nei tornei del Grande Slam. Secondo le norme, dispositivi come quello indossato da Alcaraz, un fitness tracker chiamato Whoop, possono monitorare dati biometrici e, teoricamente, trasmettere informazioni fuori dal campo. Come spiegano i media spagnoli, il braccialetto in questione “monitora sonno, sforzo fisico e recupero”: dati che vanno dalla frequenza cardiaca ai livelli di ossigeno nel sangue.

Uno strumento che molti atleti usano quotidianamente, ma che negli Slam non può rimanere addosso durante il match, perché potrebbe facilitare comunicazioni esterne non consentite. In pratica coaching non regolamentato, minuto per minuto. La particolarità è che Alcaraz quel braccialetto lo aveva indossato già nelle tre partite precedenti contro Walton, Hanfmann e Moutet, senza che nessuno glielo facesse togliere. Stavolta, però, non gli è andata bene con un giudice severo e chiaro. Alcaraz si è adeguato, lasciando il Whoop nella borsa. Una scena da protocollo che, inevitabilmente, ha attirato l’attenzione di media e appassionati su quanto la tecnologia e il tennis stiano sempre più intrecciandosi e non sempre senza polemiche. Alla fine, comunque, Alcaraz ha battuto nettamente Paul in tre set e nonostante una lunga interruzione per un malore sugli spalti dovuto al forte caldo che, nei giorni scorsi, aveva colpito anche diversi atleti.

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