Mattinata italiana agrodolce agli Australian Open per il tennis azzurro: Lorenzo Musetti domina Nole Djokovic per due set prima di essere costretto al ritiro. Poco dopo tocca a Jannik Sinner, numero 2 al mondo e da 2 anni campione in carica a Melbourne, che regola l'americano Ben Shelton in 3 set, qualificandosi così in semifinale dove affronterà proprio il serbo.
Nel post-match, qualche giornalista ha la malaugurata idea di chiedere all'altoatesino cosa ne pensi dell'amico Musetti, sottolineando il suo silenzio al riguardo, e il fenomeno di San Candido lo fulmina con poche battute: "Ho seguito... stavo un po' dormendo prima della mia partita perché devo fare anche le mie cose". Inappuntabile, visto che Jannik alla Rod Laver Arena non è un semplice spettatore, ma insieme a Carlos Alcaraz il giocatore più atteso.
Il fastidio alla coscia che ha fermato il carrarino è solo l'ultimo dei problemi fisici che hanno afflitto molti dei protagonisti del primo slam della stagione, caratterizzato soprattutto nei primi giorni anche da un insidiosissimo virus gastro-intestinale che ha messo ko tra gli altri anche l'altro italiano Flavio Cobolli, uscito subito di scena. Poi ci ha pensato il caldo, asfissiante, a far tremare molti tennisti provocando raffiche di crampi anche a Luciano Darderi e lo stesso Sinner.
"È stato molto sfortunato Lorenzo, d'altronde è molto difficile giocare contro Novak specialmente al meglio dei cinque set, è ancora lunga", riconosce quindi Jannik in conferenza stampa. Musetti ha parlato di uno "strappo" muscolare, il numero 2 al mondo lo rincuora: "Spero che non sia nulla di troppo grave per Lorenzo, sai, perché iniziare la stagione con un infortunio non è facile. Allo stesso tempo so che sarà una partita molto dura la prossima, ci conosciamo abbastanza bene, quindi sarà interessante vedere come gestiremo la situazione e poi vedremo. Ma non ho visto molto della sfida con Musetti".