Jannik Sinner ha un punto debole? Evidentemente sì, dato che è stato eliminato da Novak Djokovic in semifinale agli Australian Open. Per carità, l'altoatesino ha sofferto per tutto il torneo di caldo e di crampi. Anche se è stato un problema che ha tormentato tutti i suoi colleghi presenti a Melbourne. Ma il match contro Nole ha evidenziato il più grande limite del numero due al mondo: il tempo. O meglio: l'incapacità allo stato attuale di vincere un incontro che supera le quattro ore. Jannik non ha mai vinto in tutta la sua carriera una partita durata dalle 3 ore e 50 minuti in su, con il bilancio attuale che indica un eloquente 0-8.
Il giocatore altoatesino classe 2001 ha ceduto al fuoriclasse serbo in cinque set con il punteggio di 3-6 6-3 4-6 6-4 6-4 dopo 4 ore e 9 minuti di battaglia. E non è un episodio a se stante. Già in passato l'azzurro non era riuscito a reggere dal punto di vista fisico. Basti pensare alla leggendaria finale al Roland Garros contro Carlos Alcaraz, poi vinta dallo spagnolo.
Che fare quindi? Sicuramente il numero due al mondo dovrà rivedere la sua preparazione fisica e atletica con Umberto Ferrara, richiamato lo scandalo Clostebol. Solo così potrà mettersi in pari con il suo rivale di sempre e sopperire al suo strapotere fisico.