Jean Cocteau, uno che se ne intendeva, andava sostenendo che «I Francesi sono degli Italiani di cattivo umore. Gli Italiani, all’opposto, sono dei Francesi di buon umore». Beh, considerando l’attacco portato dal quotidiano Le Monde alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina, arrivato a parlare di fallimento dell’organizzazione per «l’uso sistematico della neve artificiale», vien da pensare che il conclamato cattivo umore dei transalpini sia diventato rabbia repressa. Se non addirittura un travaso di bile. Probabilmente il ricordo dei giochi di Parigi (la famosa Senna navigabile e i letti di cartone sui quali hanno costretto gli atleti a dormire) messo a confronto con le italiche prestazioni per i cinque cerchi deve avergli fatto andare di traverso uno dei mille formaggi prodotti, consumati in abbondanza. Maledetto colesterolo. E maledetta neve. Sì, perché i colleghi d’Oltralpe di Le Monde, sostenendo come «l’uso della neve artificiale sarà pressoché sistematico», hanno preso una bella cantonata. Prima di tutto, come spiegano gli addetti ai lavori (non livori eh) e gli esperti del Cio, la neve artificiale è un atto dovuto.
Nei documenti si parla espressamente di innevamento tecnico, un requisito essenziale per poter svolgere le gare. Un po’ come l’acqua nella Senna, insomma. Senza quella il fiume sarebbe inutilizzabile per il nuoto (come è avvenuto) e le barche. Ma non c’è solo questo a rendere sterile, e anche un po’ fine a se stesso, l’assalto dei francesi visto che la neve vera sta coprendo abbondantemente quella artificiale. Tramite i dati dei nivometri (le stazioni di monitoraggio Regionale si scopre che a Livigno, Mottolino ci sono 54 centimetri di neve, accumulati grazie alle ultime nevicate. Il 21 gennaio erano solo 23. A Bormio 2000 si tocca quota 65 centimetri (il 21/1 erano 32). Per quanto riguarda Predazzo, al momento, sono disponibili solo dati in quota (a 2.100 metri) dove il manto nevoso tocca i 62 centimetri (Il 4/2 erano solo 34cm). Infine Anterselva, 71centimetri, e Cortina Gilardon dove, in quota, ci sino 42 centimetri. E sull’interno arco alpino sta nevicando... Cari francesi, prendete o lasciate?
Magari raddoppiate, fedeli al vostro cattivo umore.
Perché se non è la neve, è la mafia: un grande classico. «L’ombra della mafia incombe sulle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026», sostiene Ouest France, «in un Paese in cui esercitano un potere considerevole, le organizzazioni criminali hanno tentato di impossessarsi dei lucrosi appalti legati ai progetti di costruzione dei Giochi». Solo che i controlli fatti dai controllori hanno funzionato. E ora che si fa? Non resta che attaccarsi allo champagne, anche se preferiamo il prosecco. «In futuro i Giochi Olimpici saranno sempre più distribuiti e sostenibili per svariate ragioni, tra cui i cambiamenti climatici. Quelle di Milano Cortina Il 2026 saranno due settimane lunghe perché bisognerà viaggiare, ma sarà bello vedere tutte queste sedi eccellenti in posti iconici», sostiene la presidente del Cio, Kirsty Coventry, alla fine dei lavori della sessione del Comitato Olimpico Internazionale, sottolineando il valore dell’esperienza della pianificazione di Milano Cortina, le Olimpiadi più diffuse di sempre. «Ne abbiamo parlato oggi con gli altri membri del Cio, bisogna riportare la sostenibilità in varie zone. Non abbiamo ancora tutte le risposte, ma impareremo tantissimo durante Milano Cortina 2026».
Ma pensate... Sarà per questo che Macron non ha deciso se venire o no. E da imparare c’è molto. Per l’innevamento artificiale, necessario come il manto erboso in un campo di calcio, c’è stata una riduzione del consumo di acqua del 30%. La media, solitamente, si attesta attorno a 2,4 milioni, mentre per rendere bianche le piste olimpiche gli organizzatori si sono fermati a 1,6 milioni. Non male su...
Milano -Cortina 2026 diventa così, per dirla con le parole del ministro dello Sport, Andrea Abodi, «il simbolo di un’Italia protagonista sulla scena internazionale», capace di unire «sport e diplomazia, arte e cultura, buon cibo e bellezza dei territori» e di generare «effetti positivi e duraturi nel tempo» per le economie e le comunità che ospiteranno i Giochi. Insomma, non resterà solo qualcosa, perché la sostanza c’è. Mica come la Senna e letti di cartone. E teniamoci il nostro buon umore, da veri francesi d’Italia.