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Mattarella in tram dà il via allo show. Altro che Ghali: la vera star è Pausini

Il Capo dello Stato arriva sulla linea 26 guidata da Valentino Rossi. Poi è spettacolo: stadio in piedi per l’inno cantato da Laura. E il rapper pro-Pal recita una poesia e lancia il nuovo singolo
di Fabio Rubini sabato 7 febbraio 2026

4' di lettura

Bastano pochi secondi per spazzare via le polemiche su chi e perché dovesse cantare l’inno nazionale. Laura Pausini intona Fratelli d’Italia ed è subito chiaro perché il compito è stato affidato a lei e non a Ghali. San Siro apprezza e si alza in piedi regalando alla Pausini una standing ovation e un boato secondo solo a quello riservato per il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Ghali, sale sul palco, recita la sua poesia. Come da copione. Niente colpi di testa come paventato alla vigilia, quando l’artista era stato protagonista di una polemica che fin da subito era apparsa ingiustificata. Almeno fino a ieri, quando il cantante italiano di origini tunisine, a poche ore dalla cerimonia ha “casualmente” lanciato il suo ultimo singolo “Basta”, che riprende il refrain «Basta, basta, free tutti i maranza». Insomma, più che Palestina e genocidio, visualizzazioni e dollaroni.

Ancora due considerazioni sulle immagini dell’inagurazione che sono destinate a restare nella storia delle Olimpiadi e del nostro Paese.

La prima: è stata una cerimonia sobria ed elegante, lontana anni luce dagli eccessi filo-woke cui era intrisa quella di due anni fa a Parigi (ricordate l’Ultima Cena Lgbtq+?). Pacchiana e tratti sguaiata. Un ritorno alla normalità che ha conquistato gli spettatori di San Siro e i due miliardi che nel mondo erano incollati davanti alle tv. La seconda: quella che è stata la cerimonia d’apertura numero sedici per il regista veneziano Marco Balich, è stata anche la prima cerimonia diffusa nella storia olimpica. Con le delegazioni degli atleti che hanno sfilato in contemporanea a Milano e a Cortina (qui è stato protagonista il bimbo appiedato dal bus, che ha assistito all’alzabandiera assieme a Fulvio Valbusa, Christian Zorzi, Giorgio Di Centa e Pietro Piller Cottrer, componenti della staffetta di sci di fondo 4x10 km oro a Torino 2006). Due alzabandiera e anche in questo siamo stati i primi nella storia. Con buona pace di chi in questi anni e in questi ultimi giorni, ha fatto (e scritto) di tutto per infangare il governo italiano, Regione Lombardia e Regione Veneto.

La cronaca. La cerimonia parte con il classico conto alla rovescia ed è subito spettacolo, con le musiche di Verdi, Rossini e Puccini, giusto per far capire al mondo che nelle arti non temiamo confronti con nessuno. Anzi. A dirigere le melodie e il movimento dei ballerini una direttrice d’orchestra d’eccezione, l’attrice Matilde Gioli. Elegantissima. Tra un’aria e l’altra c’è spazio anche per un omaggio a Raffaella Carrà. Non sarà il solo. Prima però la gag (parzialmente spoilerata) del presidente Mattarella. C’è un tram, simbolo di Milano, che va varie fermate. Ad ognuna salgono i musicisti della scala, alcuni atleti e due bambine che tengono in mano Tina e Milo, le mascotte dei Giochi di Milano-Cortina. Il tram arriva sul piazzale di San Siro, i passeggeri scendono e una bimba perde un pupazzetto. Un signore si china a raccoglierlo, la telecamera zumma sul suo volto: è Sergio Mattarella, che poi si alza per scendere, ma viene fermato dall’autista. E che autista: Valentino Rossi. Il filmato, ovviamente registrato, allo stadio va sul maxischermo e appena finisce il presidente fa il suo ingresso in tribuna d’onore. Subito dopo una schiera di modelle in completi rossi, bianchi e verdi, scortano il tricolore saldamente nelle mani della top model Vittoria Ceretti. A vigilare sulla sfilata l’immagine proiettata di Giorgio Armani, il Re della moda scomparso lo scorso 4 settembre. E anche qui gli applausi non si contano.

Prima della sfilata degli atleti, aperta come da tradizione dalla delegazione della Grecia, sul palco si esibiscono i primi ospiti. Mariah Carey canta un altro evergreen della nostra musica: Nel blu dipinto di blu (Volare) di Domenico Modugno. L’attore Pierfrancesco Favino recita L’Infinito di Giacomo Leopardi. Poi tocca agli atleti. Da segnalare la delegazione giapponese che sfilano anche col tricolore a testimoniare l’asse col nostro Paese rafforzato solo poche settimane fa dalla visita del premier Meloni all’omologo Sanae Takaichi. Nella sfilata anche un pizzico di politica. Applausi alla delegazione Ucraina, qualche fischio per Israele e per il vice presidente Usa J.D. Vance. La sfilata è chiusa dalla delegazione italiana ed è uno spettacolo. La seconda parte dello show si apre con Sabrina Impacciatore e si chiude col Nessun Dorma di Andrea Bocelli. Entrano tutte le bandiere dei Paesi partecipanti per dare il via ai discorsi ufficiali. Poi i bracieri si accendono. Che i Giochi abbiano inizio! Ps: da Tokyo 2020 il Cio ha voluto il doppio portabandiera: un uomo e una donna. Ieri sera l’Arabia Saudita ne aveva uno solo, uomo. Così come maschi erano tutti gli atleti presenti alla sfilata. Le femministe di sinistra protesteranno anche contro di loro? 

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