Luis Henrique ha trovato il primo gol in maglia nerazzurra a febbraio, e si potrebbe dire che è in clamoroso ritardo essendo titolare ormai da fine novembre. Invece è proprio questo presunto ritardo a definire l’importanza di Luis Henrique nell’Inter. Dà equilibrio (soprattutto con un Dimarco così straripante in fase offensiva), pulizia (di pensiero e di giocata), lucidità. Sono virtù meno visibili di un dribbling o un gol, ma ugualmente importanti in una squadra diventata verticale e diretta con Chivu. Certi numeri non possono essere casuali: con Luis Henrique titolare in campionato (ben 13 volte), l’Inter è ha conquistato 12 vittorie e un solo pareggio, con una media punti di 2.85 che, proiettata su un’intera stagione, varrebbe la cifra record di 108. Senza di lui dal primo minuto, la squadra ha incassato ben 3 sconfitte e ottenuto solo 2 vittorie, facendo crollare la media a 1.2 punti (46 in proiezione).
I numeri vanno contestualizzati? E allora contestualizziamoli. Luis Henrique si è ritrovato d’un tratto catapultato dalla panca al campo senza rete di protezione, senza potersi permettere né una prestazione né un raffreddore, in sostituzione di un giocatore completamente diverso da lui (Dumfries). Quindi ha dovuto performare sulla continuità, gestendosi con intelligenza anche per prevenire infortuni. E ci è riuscito. I 1543’ accumulati lo rendono già il 12° in rosa per impiego, un fedelissimo per necessità diventato virtù. E il gol è una piccola rivincita per il ragazzo che ha giocato accerchiato dalle critiche di molti tifosi e troppi addetti ai lavori; di Ausilio che si è preso la responsabilità di investire 25 milioni (bonus inclusi) su di lui; di Chivu che lo ha protetto e valorizzato. Insomma, è la piccola rivincita di tutta la filiera-Inter, tanto criticata eppure molto efficiente.
Così i nerazzurri, ieri a riposo, entrano al meglio delle possibilità nell’ultima settimana piena di allenamenti prima del tour de force del prossimo mese e mezzo. La Juve sabato darà il via a un ping-pong massacrante tra campionato e Champions ma Chivu lo affronterà con un Luis in più, anche se non è mai stato da meno. E magari ora anche con la tifoseria che, anziché dubitarne per sentito dire, potrebbe iniziare a supportarlo davvero.