Il 2026 si è aperto con un segnale fortissimo lanciato da Carlos Alcaraz: il trionfo agli Australian Open e il completamento del Career Grand Slam. Un risultato che lo proietta già tra i grandi della storia, ma che al tempo stesso alimenta una rivalità destinata a infiammare il circuito per anni: quella con Jannik Sinner. I due si stanno dividendo il palcoscenico più importante del tennis mondiale, lasciando agli altri solo le briciole.
A sottolineare la portata del loro dominio è stato Jim Courier. L’ex numero uno del mondo, intervenuto al podcast Tennis Insider Club, ha fotografato la situazione con grande chiarezza: “Nell’ultimo anno e mezzo hanno vinto tutti gli Slam — ha detto — Possono giocare su qualsiasi superficie, sono giovani e si muovono incredibilmente bene”. Non solo talento, dunque, ma completezza tecnica e atletica, qualità che li rende competitivi ovunque.
Courier si è poi soffermato su un aspetto ancora più impressionante: l’assenza di vulnerabilità evidenti: “Per gran parte della storia del tennis si poteva essere un grande giocatore pur avendo qualche punto debole — ha così proseguito — In questo momento, Sinner e Alcaraz non hanno punti deboli”. Un’affermazione pesante, soprattutto se confrontata con i giganti del passato.
L’americano ha ricordato poi come anche i miti abbiano dovuto lavorare per colmare le proprie lacune: “Rafa Nadal ha finito per non avere punti deboli — ha concluso — Roger Federer ha cambiato racchetta alla fine della sua carriera e il suo rovescio è diventato un’arma, specialmente contro Rafa. Nella mia generazione, anche Sampras aveva un lato dove potevi giocare in sicurezza, il suo rovescio. Questo non esiste più. Non c’è nessun punto in cui ti senti sicuro”.