Soltanto dieci mesi fa il suo futuro era appeso a una gamba martoriata. Oggi Federica Brignone è oro olimpico nel Super-G, protagonista di un’impresa che profuma di leggenda. Anzi, che è leggenda punto e stop. La campionessa azzurra ha conquistato il titolo ai Giochi di casa, a Milano-Cortina 2026, dopo un infortunio gravissimo alla gamba sinistra che ne aveva messo in dubbio non solo la partecipazione, ma perfino la carriera. Un recupero lampo, costruito stringendo i denti e convivendo con il dolore fino agli ultimi giorni. Fino all'apoteosi di oggi.
Al traguardo, ad attenderla, c’è il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il primo scambio è spontaneo e sincero: "Io ci contavo", le dice festoso. Lei, ancora incredula per l’impresa appena compiuta, replica: "Io non così tanto". Poi l’abbraccio, lungo, carico di emozione. "Ehhh!", esclama il Capo dello Stato, senza trattenere l’entusiasmo. È l’abbraccio di un’intera nazione. Parole, quelle della Brignone al Capo dello Stato, per certi versi spiazzanti. Parole che però dicono tutto sulla grammatura dell'impresa.
Sugli spalti, l'arrivo di Mattarella alla pista Olimpia delle Tofane era stato salutato da un coro caloroso: "Grande presidente!". Poco dopo, la standing-ovation. Mattarella segue la gara accanto alla figlia Laura e alla presidente del Cio Kirsty Coventry. Si entusiasma per la discesa perfetta di Brignone e soffre per l’uscita di Sofia Goggia, lasciandosi sfuggire un netto "noooo!".
Tra le autorità presenti anche il presidente del Coni Buonfiglio, Giovanni Malagò e il ministro Abodi, mentre le Frecce Tricolori colorano il cielo di Cortina, finalmente illuminato dal sole.
La giornata del Presidente prosegue tra incontri e momenti istituzionali. La sera prima aveva voluto attendere fino a tardi Andrea Voetter e Marion Oberhofer. "Scusi l’ora" hanno detto le due atlete. "Niente, ci tenevo" ha risposto Mattarella. Lo spirito olimpico del presidente.