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Milano-Cortina, chi è Eileen: la più corteggiata del villaggio olimpico

di Carlo Galati mercoledì 18 febbraio 2026

4' di lettura

Studentessa, modella, icona pop. Eileen Gu, 23 anni, nata a San Francisco da madre cinese e padre americano, non è soltanto un’atleta: è un racconto contemporaneo che attraversa sport, moda, identità e geopolitica, diventando qualcosa di più ampio del gesto tecnico e del risultato. Ai Giochi di Milano Cortina ha già messo al collo due medaglie d’argento, slopestyle e big air, e adesso guarda all’halfpipe, dove proverà a difendere l’oro conquistato quattro anni fa a Pechino. Sarebbe la terza medaglia di questa Olimpiade, l’ennesimo tassello di una carriera che continua a sfuggire alle definizioni tradizionali.

Nel big air, gara che ha regalato all’Italia il bronzo di Flora Tabanelli, la 22enne cinese ha costruito il suo argento con la consueta miscela di talento e lucidità: prima run da 90.00, poi un tentativo meno brillante da 61.25, quindi la risalita con un terzo salto da 89.00 per un totale di 179.00. Numeri che raccontano una finale di altissimo livello, ma che non bastano a spiegare la portata del fenomeno Gu, atleta capace di trasformare ogni gara in una narrazione personale, oltre il risultato.

ORBITA

Perché Eileen Gu esce dall’orbita dell’atleta tradizionale. È un’icona pop capace di bucare gli schermi e i cuori anche di chi non segue lo sport, saltando in alto con acrobazie che sembrano impossibili non solo in gara, ma anche fuori. Essere americana e cinese, sentirsi entrambe, passare dall’essere atleta a modella, fino a studentessa di fisica quantistica all’università di Stanford, non appartiene alla normalità: è la dimensione dei predestinati, di chi nasce con la capacità di stare al centro di più mondi senza appartenere mai completamente a uno soltanto. «Quando sono negli Stati Uniti sono americana, quando sono in Cina sono cinese».

Una frase che è diventata manifesto e, allo stesso tempo, terreno di scontro. Cresciuta tra due culture e due lingue, Gu ha trasformato la propria identità in una piattaforma globale. Trascorre le estati a Pechino per perfezionare il mandarino, vive l’educazione americana durante l’anno, poi la scelta, nel 2019 a soli 15 anni, di competere perla Cina: una decisione sportiva e simbolica che l’ha resa eroina in Oriente e figura controversa negli Stati Uniti, ma che le ha permesso di diventare un ponte tra due universi lontani.

La sua storia incrocia sport, marketing e geopolitica. Ai Giochi di Pechino 2022 è diventata il volto dell’evento con due ori e un argento, consacrandosi superstar mondiale. Oggi, a Milano Cortina, è già alla quinta medaglia olimpica complessiva, ma il palmarès è solo una parte del racconto. L’altra metà è fatta di immagine, linguaggi, presenza mediatica, capacità di parlare a pubblici diversi e restando emblema generazionale. La sua.

Gu è l’atleta con il maggior numero di follower tra i partecipanti ai Giochi e la quarta sportiva più pagata al mondo, dietro alle tenniste Swiatek, Sabalenka e Gauff. Guadagna circa 23 milioni di dollari l’anno, è testimonial di Louis Vuitton, Tiffany, Gucci, IWC, Porsche e Red Bull, è comparsa sulle copertine di Vogue ed è stata inserita da Time tra le donne più influenti proprio nel 2022. Una macchina commerciale perfetta, in cui lo sci freestyle rappresenta solo un decimo dei propri guadagni.

EQUILIBRIO

Eppure, dietro la dimensione pop, resta la costante ricerca dell’equilibrio. Quello che cerca sulle rampe e nella vita. «Ciò che è davvero importante per me è il concetto di equilibrio. Non ho mai sacrificato la mia istruzione. Imparare a imparare è la cosa più importante che un individuo possa fare nella vita», ha raccontato di recente. Stanford e la fisica quantistica con la volontà di non rinunciare a nulla: sport, cultura, immagine, studio.

Come nei suoi trick, Eileen continua a restare sospesa tra due mondi senza cadere mai. Tra identità nazionale e globalizzazione, tra sport e cultura pop, tra competizione e immagine. A Milano Cortina insegue la terza medaglia nell’halfpipe, ma il punto non è solo quello: il punto centrale è che ogni suo salto racconta una storia più grande, la storia di una generazione capace di attraversare confini, linguaggi e mercati.

Eileen Gu, infatti, non è soltanto una campionessa olimpica. È il simbolo di un tempo nuovo, in cui si può partire dallo sport e arrivare ovunque, anche dove lo sport, da solo, probabilmente non sarebbe mai arrivato. Ed è proprio questa capacità di andare oltre, oltre la pista, oltre il risultato, oltre il ruolo, a renderla unica.

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