"Ho sentito molte persone dire che se Novak Djokovic dovesse vincere il suo 25° titolo del Grande Slam, dovrebbe ritirarsi. Non lo credo neanche per un secondo". Oltre a essere un coach stimato, Patrick Mouratoglou è anche uno dei più attenti analisti del mondo del tennis. In un post sui social, è tornato a parlare della semifinale tra Jannik Sinner e Novak Djokovic agli Australian Open. E ha spiegato perché Nole non ha mai pensato di mollare.
“Durante l'Australian Open - ha analizzato Mouratoglou - un giornalista ha chiesto a Novak se ora stesse inseguendo Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, dopo aver inseguito Roger Federer e Rafael Nadal. Novak ha risposto con calma: ‘Non sto inseguendo. Sto creando la mia storia.’ Ma quella domanda lo ha ferito. Profondamente. Perché vedere Novak Djokovic come qualcuno che insegue gli altri, invece di essere quello che tutti inseguono, tocca il suo ego. E quando tocchi l’ego di Novak, qualcosa si risveglia".
E ancora: "Lo si è visto nella semifinale contro Jannik Sinner. Novak ha trovato un modo. Non perché fosse superiore dal punto di vista tennistico, ma perché nei punti importanti è tornato a essere Novak Djokovic. Quella partita è stata una risposta.Poi è arrivata la finale contro Carlos Alcaraz. Novak ha perso. E no, non è perché il suo livello di tennis sia finito. L’unico vero ostacolo tra Novak Djokovic e i titoli del Grande Slam oggi è la motivazione. Ha raggiunto l’obiettivo della sua vita: diventare il più grande di tutti i tempi. Una volta scalata quella montagna, la spinta è naturalmente diminuita. Se la motivazione dovesse tornare domani, può ancora competere alla pari con chiunque, ogni singola volta. Fisicamente, certo, le cose sono diverse. Non recupera come una volta. Ma è in forma. Può prepararsi. Può gestire le partite. Può ancora raggiungere le fasi finali degli Slam e competere".