Le discussioni attorno a Jannik Sinner non si fermano mai, soprattutto quando arriva una sconfitta inattesa. Ma per Andy Roddick il dibattito spesso prende una direzione esagerata, soprattutto considerando il livello raggiunto dall’azzurro negli ultimi anni. Nel podcast Serve with Andy, l’ex numero uno americano ha commentato con tono molto diretto il momento vissuto da Sinner dopo il successo conquistato a Indian Wells contro Daniil Medvedev, primo titolo del 2026 per il tennista italiano. “Voglio analizzare il tema Sinner e insistere sul fatto che dopo due o tre anni di partite, quando perde contro il tennista più vincente di tutti i tempi e un’altra partita a caso, ci chiediamo subito se sia in crisi. Fermatevi”, ha detto Roddick, facendo riferimento alle recenti sconfitte che avevano alimentato dubbi e critiche.
Secondo l’ex campione statunitense, il giudizio sul rendimento dell’azzurro è stato troppo affrettato: “Non c’è niente che non vada in Jannik Sinner. Ho letto che non aveva ancora vinto tornei nel 2026, ma ne aveva giocati soltanto due e siamo appena a marzo”. In effetti l’inizio di stagione non era stato lineare: la semifinale persa contro Novak Djokovic agli Australian Open e il ko ai quarti a Doha contro Jakub Menšík avevano acceso interrogativi sul suo stato di forma.
Le risposte sono però arrivate subito in California, dove Sinner ha dominato il torneo e conquistato per la prima volta Indian Wells, mostrando solidità mentale e continuità. Ora il focus si sposta su Miami, torneo chiave anche in ottica ranking: in questa fase della stagione l’azzurro può infatti accumulare punti preziosi, visto che nello stesso periodo del 2025 non aveva giocato per la sospensione legata al caso Clostebol.