Nel tennis mondiale il confronto resta sempre quello tra Jannik Sinner e Carlos Alcaraz, i due protagonisti assoluti delle ultime stagioni Atp. Da una parte l’azzurro che continua a crescere in solidità e risultati, dall’altra lo spagnolo che, pur restando numero uno, nelle ultime settimane ha mostrato qualche incertezza inattesa.
Le recenti sconfitte di Alcaraz nel tour americano — prima a Indian Wells contro Medvedev, poi a Miami fermato a sorpresa da Korda — hanno riaperto scenari che fino a poco tempo fa sembravano chiusi. Sinner, dopo un avvio di stagione non semplice segnato dagli stop agli Australian Open e a Doha, appare ora in netta ripresa e soprattutto in una condizione di maggiore continuità.
La corsa alla vetta del ranking torna quindi concreta. Il torneo di Miami rappresenta un passaggio decisivo: vincere il Masters consentirebbe a Sinner di salire fino a quota 12.400 punti, riducendo sensibilmente il distacco dal rivale prima dell’inizio della stagione sulla terra rossa. A quel punto il primo snodo diventerebbe Montecarlo. Qui Alcaraz dovrà rinunciare ai 1.000 punti conquistati con il titolo dello scorso anno, mentre Sinner non avrà nulla da difendere, non avendo partecipato all’edizione precedente. Se l’azzurro dovesse conquistare anche il Principato, il ritorno al numero uno mondiale sarebbe immediato.
Diverso lo scenario in caso di finale persa a Miami: con 12.050 punti, per il sorpasso servirebbe comunque il titolo a Montecarlo ma anche un Alcaraz eliminato prima dei quarti. La stagione sul rosso, in ogni caso, sembra sorridere a Sinner: lo spagnolo dovrà difendere 4.300 punti tra Montecarlo e Roland Garros, mentre l’azzurro ne avrà molti meno. La rincorsa è aperta.