''Come è possibile non andare al Mondiale avendo avuto come avversari prima l'Irlanda del Nord, e abbiamo faticato, poi la Bosnia, Paese di tre milioni di abitanti? Anche con una squadra normale, senza fenomeni, dovevamo qualificarci. È incredibile''. Lo dice in un'intervista al Corriere della Sera il presidente del Senato Ignazio La Russa commentando il flop della nazionale a Zenica. Le dimissioni di Gattuso? ''Io non pretendo niente, dico la mia: come si può pensare che un evento del genere non abbia contraccolpi? Poi le dimissioni le darà chi se la sente. Però certo, di errori ne ho visti eh''.
Quanto a quelle di Gravina, ''anche qui, non tocca a me chiedere le dimissioni. Ho buoni rapporti sia con Gravina che con Lotito, suo grande rivale. Però se il ministro dello Sport Abodi le chiede, io non credo che serva attendere riunione di organi... Era la partita della vita, contro avversari abbordabili: se la perdi, bisogna ricominciare da zero''. Quel che ''conta è il progetto, sono le idee. Prima cosa: regole che impongano la presenza in campo di almeno 4 italiani per 90 minuti. Una squadra compri quanti stranieri voglia, ma devono giocare almeno 4 italiani, anche perché non è che tutti gli stranieri qui sono dei fenomeni''.
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Apocalisse azzurra: Italia sconfitta ai rigori dalla Bosnia e fuori dai mondiali per la terza volta consecutiva. Un disa...Alla domanda se non sia eccessiva la sua esposizione, La Russa risponde: ''No, perché il calcio in Italia non è qualcosa di marginale, è un fenomeno che coinvolge più o meno intensamente il 70-80% degli italiani, specialmente quando gioca la Nazionale. Ha un valore sociale, aggregativo, ridà anche un orgoglio nazionale''. Infine ha aggiunto: "Non ho capito neanche cosa facesse sempre in campo Bonucci, finendo per fare ombra alla figura di Gattuso. E perché il Brasile può avere un grande allenatore straniero come Ancelotti e non possiamo averlo noi un Mourinho?".




