Gattuso sì, Gattuso no? Questo è uno dei tanti interrogativi sulla bocca degli italiani. Dopo l'eliminazione umiliante subita dalla Bosnia, è stato individuato il bersaglio numero uno: Gabriele Gravina. Per carità, il presidente della Figc non ha scuse e il mondo del calcio è in attesa delle sue dimissioni. Ma anche il commissario tecnico deve assumersi le sue colpe. Gennaro Gattuso è inadeguato: lo racconta la sua storia da allenatore. Ringhio da calciatore è stato una leggenda. In panchina, invece, prima della chiamata azzurra la sua carriera si era di fatto arenata.
Contro la Bosnia, Gattuso ha sbagliato tutto quello che poteva sbagliare. Dopo l'espulsione di Bastoni - imperdonabile - ha sostituito Retegui dando così quasi un segnale di resa. Da quel momento l'Italia ha rispolverato il caro vecchio catenaccio, senza successo. Poi ha tolto dal campo i giocatori più in forma: da Kean - il migliore fino a quel momento - a Locatelli, abile in regia e nelle verticalizzazioni. Al oro posto Pio Esposito - non adatto a un match basato sulle ripartenze - e Frattesi.
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Prima il rosso "procurato" a Pierre Kalulu e quella indigeribile esultanza, poi il rosso contro la Bosnia che ...Ma più di ogni altra cosa, Gattuso ha fallito nella scelta dei rigoristi. Al 120esimo minuto del match - un istante prima della lotteria dei rigori - in campo tra gli azzurri non c'era neanche un calciatore che avesse segnato dagli 11 metri in questa stagione. Cristante per esempio - entrato sul finale di partita - aveva fallito gli ultimi due penalty con la Roma. Eppure in panchina c'era qualche speranza in più, ossia qualche penalty buttato in fondo alla rete. Vedi Kean, Locatelli e Retegui. Peccato che Gattuso li abbia sostituiti prima del momento decisivo.




