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Gennaro Gattuso addio, la nuova pista: il big che prende piede

di Federico Strumolovenerdì 3 aprile 2026
Gennaro Gattuso addio, la nuova pista: il big che prende piede

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L’ennesimo fallimento del calcio azzurro non poteva essere privo di conseguenze. L’Italia del pallone si prepara quindi a vivere una nuova fase, partendo dai cambiamenti al vertice. Lascia Gabriele Gravina, in carica come presidente della Figc dal 22 ottobre del 2018, autore di un passo indietro doveroso dopo il fattaccio di Zenica (con tanto di pressioni anche dal ministro per lo Sport Andrea Abodi). Una presidenza, quella del dirigente 72enne, piena di ombre, tra le due mancate qualificazioni al Mondiale (l’altra nel 2022) e un Europeo da dimenticare (nel 2024), e un grande successo, agli Europei del 2021. L’Italia del calcio si prepara a nuove elezioni.

Secondo quanto raccolto da Libero, la prima pista per il post-Gravina conduce a Giovanni Malagò, presidente del Coni dal 2013 al 2025. Malagò sarebbe disponibile a scendere in campo per guidare il calcio italiano in un momento delicato, ma certamente decisivo per il futuro del movimento. Si tratterebbe di una soluzione che permetterebbe alla Figc di affidarsi a una personalità di spicco, con grande esperienza manageriale nello sport, mettendo d’accordo club di Serie A e, in generale, opinione pubblica. Intanto si registra la candidatura di Gianni Rivera: «Sono pronto, ho un programma ben preciso». Dopo l’elezione del nuovo presidente andrà scelto il prossimo commissario tecnico, che non potrà essere Gennaro Gattuso, disastroso nei playoff, tra convocazioni rivedibili, scelte di formazione discutibili e cambi scellerati (perle amichevoli di giugno potrebbe esserci in panchina Silvio Baldini, attuale ct dell’Under 21). Anche perché nel nuovo corso azzurro il progetto tecnico assumerà un ruolo centrale.

SCENARI

Per questo, l’idea è affidare la Nazionale a un grande della panchina. In questo scenario, tra i nomi più concreti emerge quello di Roberto Mancini, artefice del trionfo ai già citati Europei del 2021 (sebbene ci fosse ancora Mancini nella disfatta delle qualificazioni Mondiali del 2022, con l’eliminazione contro la Macedonia del Nord). Il legame tra Mancini e Malagò, tra l’altro, è noto e consolidato, e rappresenterebbe una base solida su cui costruire un nuovo ciclo.

La sensazione, tra l’altro, è che Mancini incarni perfettamente le qualità necessarie per il rilancio azzurro: esperienza internazionale, capacità di gestione del gruppo e, soprattutto, attenzione allo sviluppo dei giovani. Un aspetto, quest’ultimo, ritenuto fondamentale per il futuro dell’Italia, che negli ultimi anni ha spesso visto emergere talenti interessanti, ma ancora in cerca di consacrazione (Mancini è considerato un profilo più adatto, in questo senso, rispetto ad altri grandi nomi come Antonio Conte e Massimiliano Allegri). Il nuovo progetto azzurro dovrà, infatti, lavorare sulla valorizzazione dai talenti provenienti dalle selezioni giovanili azzurre, che tanto bene stanno facendo negli ultimi anni, per poi perdersi nel momento in cui dovrebbero fare il grande passo tra i grandi. Un’idea potrebbe essere creare un percorso stabile e coerente tra Under e Nazionale maggiore, dando gli stessi principi a tutte le formazioni.

Insomma, saranno settimane intense, con tanti addii (si dimette anche il capo delegazione Gianluigi Buffon) e tante novità (attenzione a Paolo Maldini, il quale potrebbe avere un ruolo importante nella nuova Italia). Quel che è certo è che il calcio italiano si trovi davanti a un bivio: continuare a inseguire soluzioni tampone, improvvisando, o scegliere una strada definita, fondata su programmazione e competenza. Basterebbe avere una visione oltre la visuale.