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Claudio Gentile, bomba sulla Nazionale: "Fatto fuori in 3 giorni, cercavano un burattino"

di Lorenzo Pastuglia venerdì 3 aprile 2026

2' di lettura

Tre Mondiali consecutivi senza Italia e una domanda che continua a pesare sul calcio azzurro: perché i giovani talenti crescono, vincono nelle categorie inferiori, ma poi faticano ad arrivare davvero in alto? Claudio Gentile, ex commissario tecnico dell’Under 21, indica un problema preciso: "Un allenatore deve avere il coraggio di scegliere chi merita davvero”.

Nell’intervista rilasciata a Fanpage, racconta il clima vissuto negli anni in Federazione: "Ricevevo continue telefonate che mi suggerivano di chiamare Tizio o Caio, ma rispondevo che erano tutti sotto osservazione e sceglievo solo chi meritava". Una linea che, secondo lui, gli avrebbe creato più di un problema.

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Il passaggio più duro riguarda però il suo addio alla Federazione, arrivato dopo i successi con l’Under 21: "Un giorno mi dissero che sarei diventato commissario tecnico della Nazionale maggiore — prosegue nell’intervista —. Il giorno dopo mi chiamarono per dirmi di restare all'Under 21. Il terzo giorno mi hanno cancellato da tutto”.

Dietro quella decisione, secondo Gentile, ci fu una scelta precisa: "C'è stato qualcuno che è intervenuto dicendo che Gentile non doveva più far parte della Federazione”. Quando gli viene chiesto se il sistema preferisca figure più accomodanti, la risposta è netta: “Moltissimo — aggiunge —. Se hai sani principi, in situazioni del genere, non puoi fare altro che restare fuori. Oppure devi fare il burattino e lasciarti comandare”. E sulla vicenda di Roberto Baggio, chiude senza esitazioni: "Esatto".

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Per l’ex c.t., oggi il nodo centrale resta la mancanza di spazio per i giovani italiani: "Il fattore economico pesa molto, i giocatori stranieri spesso costano meno degli italiani". Poi aggiunge: "Io vivo a Como e qui c'è la squadra di Serie A composta da quasi tutti stranieri. Questa cosa mi preoccupa”. Secondo Gentile, senza fiducia ai ragazzi cresciuti nei vivai sarà difficile invertire la rotta: "Ci sono sempre meno giocatori italiani a cui viene data fiducia — conclude — possibilità di esprimere il loro potenziale".

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