Sta facendo indignare migliaia e migliaia di tifosi l'indiscrezione di Repubblica, secondo cui i calciatori della Nazionale, alla vigilia della decisiva finale dei playoff a Zenica contro la Bosnia, avrebbero chiesto un premio da 300mila euro complessivi (di fatto, 10mila euro a testa) in caso di qualificazione ai Mondiali.
Com'è andata a finire, purtroppo, lo sanno tutti: clamorosa sconfitta ai rigori contro Dzeko e compagni, squadra volenterosa e poco più, terza eliminazione di fila dai Mondiali dopo le figuracce del 2018 e del 2022, e repulisti generale.
Poteva e doveva bastare la gloria sportiva, o meglio il semplice riscatto, a un gruppo giù uscito con le ossa rotte dagli Europei 2024 e dalle due debacle contro la Norvegia nel girone di qualificazione a Usa-Canada-Mexico 2026, invece, secondo Repubblica, ecco la richiesta economica alla Federcalcio, quasi si trattasse di un club qualsiasi.
Sempre secondo Repubblica, sarebbe stato mister Gennaro Gattuso, uno che in carriera da allenatore spesso e volentieri ha pagato di tasca sua, letteralmente, per compensare le mancanze delle società riguardo agli stipendi di giocatori e staff, a cercare di far desistere fino all'ultimo gli azzurri.
"Di queste cose parliamone dopo la partita", il ragionamento fatto dal campione del mondo 2006. D'altronde, a uno come Ringhio abituato a parlare di soldi solo in caso di vittorie di scudetti, Champions League e, appunto, Mondiali, sarà apparsa lunare l'idea stessa di chiedere una ricompensa in denaro per ottenere il minimo sindacale, quale la qualificazione al torneo iridato dopo 12 anni di nulla sarebbe stata.