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Sinner va veloce come il vento: liquida Humbert. Clamoroso: chi c'era sugli spalti

di Carlo Galati mercoledì 8 aprile 2026

2' di lettura

Debutto sì, ma soprattutto un confronto a distanza. A Monte Carlo, Jannik Sinner e Carlos Alcaraz partono forte e lo fanno nello stesso modo: senza sbavature, senza concedere spazio agli avversari, ma soprattutto mandando messaggi, dal campo e fuori. L’azzurro batte Ugo Humbert 6-3 6-0 (in appena 64’ sotto gli occhi di Usain Bolt), lo spagnolo supera Sebastian Baez 6-16-3. Due partite diverse solo nei dettagli, identiche nella sostanza. E poi, a margine, ci sono le parole, che raccontano molto di ciò che potrebbe essere. Sinner riparte dalla terra con ordine, senza forzature: «è difficile dare un voto, ma per una prima sulla terra battuta considero che sia stata una prestazione molto positiva», spiega, lasciando intravedere una costruzione ancora in corso. Il punto non è il risultato, ma il processo: semplificare, adattarsi, trovare le misure su una superficie che non concede automatismi.

«La cosa più importante è la mentalità», ripete, quasi a voler fissare un principio nel Principato. E dentro questa ordinata semplicità il messaggio è mira a quello che Sinner sa fare meglio: controllare, gestire, senza farsi trascinare dagli errori. «Devo ancora migliorare due tre cose, come gli spostamenti e lo scivolamento sulla terra: l’approccio al colpo è fondamentale». Dall’altra parte Alcaraz non si nasconde, anzi. Se c’è qualcuno che marca a uomo, è lui. Perché il tema è evidente: Sinner può tornare numero uno del mondo proprio qui. «Conosco Jannik e abbiamo visto tutti che torna sempre più forte dopo le sconfitte», dice lo spagnolo, riconoscendo lo spingersi mutualmente ogni volta che serve. Poi aggiunge: «Sono sicuro che farà meglio sulla terra quest’anno, devo essere pronto». Alcaraz si sente più a suo agio sul rosso, lo dice apertamente, ma sa che il vantaggio teorico non basta più.


«Lui è affamato di successi sulla terra», sottolinea, ed è forse questa la chiave di lettura nei confronti di Jannik: la fame conta, più ancora della superficie. Così il torneo prende subito una direzione chiara. Non è solo un esordio convincente, è l’inizio di un duello che si sposta in giro per il tour, ma non cambia intensità: uno gioca per crescere sulla terra, l’altro per difendere una posizione che inevitabilmente sente già sotto pressione. E Monte Carlo, potrebbe decidere a chi possa appartenere il trono. Sarà una lunga ed appassionante settimana. Torneranno in campo domani e solo oggi sapranno i loro avversari: Alcaraz con il vincente Etcheverry e Atmane e Sinner con uno tra Machac e Cerundolo. A margine della giornata, buone notizie per Matteo Berrettini, avanti grazie al ritiro di Roberto Bautista Agut, mentre si ferma Luciano Darderi, battuto in tre set da Hubert Hurkacz.

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