Poco meno di un anno fa sembrava che il ciclo dell’Inter fosse terminato bruscamente: gli “zero titoli”, l’addio di Inzaghi, una rosa in là con l’età apparentemente arrivata al capolinea, un 3-5-2 così stratificato negli anni da rendere impossibile una rivoluzione tattica, e un mercato fatto di seconde linee (salvo l’eccezione last-minute di Akanji). Per il Napoli, tutto il contrario: lo scudetto sembrava aver aperto un ciclo, con Conte che decideva di rimanere garantendo un apparente vantaggio competitivo sull’Inter affidata allo “stagista”.
E poi un mercato faraonico, con l’arrivo di De Bruyne ad alzare ulteriormente il livello, la rosa allargata, il ritorno in Champions con conseguenti guadagni. Insomma, qualche mese fa l’Inter sembrava chiudere un ciclo proprio mentre il Napoli si preparava ad aprirlo. Oggi i fatti dicono il contrario. I nerazzurri si godono l’approdo comodo allo scudetto della rivincita senza affanno (bastano 4 punti perla matematica) e con tutto il tempo per programmare il futuro, mentre il Napoli deve prima dissipare diversi dubbi. L’Inter sa che Chivu rimarrà, conosce le sue indicazioni per il mercato e sa da tempo di dover sostituire cinque svincolati over 34. I partenopei, invece, stanno domandando a Conte quali siano le sue reali intenzioni – messaggi recapitati a mezzo stampa da De Laurentiis. E a Castel Volturno iniziano giustamente a chiedersi se sia il caso di andare avanti con un tecnico a cui, a ogni primavera, devi chiedere se rispetterà o meno il contratto, paralizzando la programmazione di un mercato che già di suo presenterà diverse incognite da gestire: dal nodo Lukaku ai possibili rientri dai prestiti di Lucca e Lang, con i conseguenti esuberi da dover piazzare nuovamente. Il tutto con il ds Manna che a sua volta è sotto osservazione, visti gli insuccessi di molte sue operazioni estive.
La certezza è che, in ogni caso, questo sarà il peggior campionato di serie A nella carriera di Conte, visto che potrà chiudere al massimo a quota 81 punti. Il Napoli dovrebbe usare questo numero come dato di partenza per un confronto interno, verificando l’atteggiamento del tecnico: darà tutta la colpa al club o se ne prenderà almeno una parte? Nel secondo caso, ci sarà ancora modo di lavorare insieme; nel primo, non ci sarebbero le condizioni minime per proseguire. Un anno fa l’Inter incassava la sconfitta e imparava dal Napoli che si può costruire una stagione vincente partendo da un "lutto" sportivo. Ora il Napoli può guardare all’Inter e imparare che, se un allenatore vuole andarsene, deve andarsene. C’è sempre vita oltre.