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Adriano Panatta boccia Carlos Alcaraz: "Ecco in cosa ha sbagliato"

di Lorenzo Pastuglia lunedì 20 aprile 2026

2' di lettura

Alcaraz? Secondo me ha sbagliato a lasciare Ferrero che è uno tosto, difficile ma è anche un grande conoscitore di tennis”. Commenta così Adriano Panatta quando parla dello spagnolo, che dopo il k.o. contro Jannik Sinner in finale al Masters 1000 di Montecarlo è scalato al secondo posto del ranking Atp.

Nel mezzo anche un fastidio al braccio che lo ha costretto al ritiro a Barcellona e lo costringe a saltare Madrid, con il rischio della stessa fine anche a Roma e Parigi. L’ex tennista romano, campione del Roland Garros 1976, non ha risparmiato una riflessione critica sul talento spagnolo: “Carlos a 21-22 anni, con tutti i trofei che ha vinto, è diventato più intraprendente e ha sbagliato. Sarei felice per lui (e meno per Sinner) se tornasse con Ferrero”.

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Da qui il discorso si allarga, toccando il valore del rapporto tra giocatore e allenatore: “Il rapporto tra gli allenatori e i giocatori è viscerale — sottolinea — gli allenatori rinunciano alla loro vita per una dedizione incredibile. Un allenatore prima di tutto deve capire di tennis e non deve avere lacune”. Poi l’attenzione si è spostata sull’Italia e su Flavio Cobolli, protagonista di una crescita importante: “È un bravissimo ragazzo con un grande cuore — ha raccontato l’ex tennista — Tra l’altro io conosco benissimo il papà. Le sue lacrime dopo la finale raggiunta a Monaco? La sua emozione dopo la vittoria su Zverev per questo piccolo amico che ha avuto una disgrazia terribile è stata anche la nostra”.

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Sul piano tecnico, l’ex campione azzurro non ha dubbi: “La finale persa? Si può uscire sconfitti da una sfida contro Ben Shelton che è un ottimo giocatore”. E aggiunge un dettaglio non banale: “La terra rossa in Germania è più veloce rispetto a quella mediterranea”. Infine, il legame di Cobolli con Sinner e il movimento italiano: “Flavio fa parte dell’ultimo gruppo di giocatori che stanno emergendo e stanno imitando Sinner — ha concluso Panatta — L’Italia in questo momento è la prima nazione al mondo come disciplina sportiva e lo è grazie a Jannik”.

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