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Alex Manninger, lo strazio della moglie: "Avevamo una vita perfetta. Sono distrutta..."

lunedì 20 aprile 2026

3' di lettura

Rompe il silenzio Elly, la moglie di Alex Manninger, l'ex portiere della Juventus morto a 48 anni in modo tragico, travolto da un treno mentre attraversava un passaggio a livello alzato. Il messaggio di Emily, lungo e straziante, piove su Facebook. Un addio, tragicamente sentito e commosso, all'uomo della sua vita.

Dopo alcuni giorni di silenzio, giorni in cui ha provato a dare un senso a una sciagura a cui è difficile darlo, la donna ha scelto i social per condividere il proprio dolore e ricordare il marito, scomparso nei pressi di Salisburgo, dove la famiglia viveva. L’incidente, avvenuto lungo un passaggio a livello incustodito, ha coinvolto l’auto dell’ex portiere e un treno in transito, spezzando una vita e lasciando un vuoto profondo tra i suoi cari.

"Alex, non riesco ad esprimere il dolore inimmaginabile che sto provando – esordisce Emily –. Non siamo il tipo di famiglia che condivide pubblicamente un dolore così grande, ma non ho altra scelta, perché l'enorme ondata d'amore che arriva da tutto il mondo mi ha travolta. Penso sia importante raccontare che tipo di uomo eri a casa, oltre all'uomo enormemente ammirato che eri sul campo. Oggi sono seduta a casa con la nostra famiglia, cercando di comprendere come questa sia diventata la nostra realtà. Trovare le parole per descrivere l'estrema tragedia che stiamo affrontando come famiglia è estremamente difficile, se non impossibile. Quindi permettimi di provare".

Nel suo racconto emerge il ritratto di un uomo profondamente legato alla famiglia. Il pensiero corre subito ai figli, Alexander e Nicolas, oggi al centro di ogni sforzo per tutelarli, per consentirgli di andare avanti. "Alex, grazie per i nostri due figli, Alexander e Nicolas. Loro sono il mio cuore e la mia anima. Spesso parlavamo di come tutto sia andato esattamente come avevi pianificato. Volevi dei figli con tutto te stesso, ma volevi averli dopo la carriera, quando sapevi che avresti avuto il tempo da dedicargli. Ed è esattamente quello che hai fatto. Alex, sei stato il padre più straordinario per i ragazzi, loro ti adoravano letteralmente. Essere tua moglie era il posto a cui appartenevo. Non eri solo mio marito, eri il mio migliore amico. Se avevamo bisogno di qualsiasi cosa, potevo sempre contare su di te".

Tra le righe si affaccia anche il ricordo di una quotidianità fatta di momenti semplici e preziosi, ora trasformati in memoria. "Avevamo una vita perfetta. Facevamo tantissime cose insieme: passeggiate, andare al lago d'estate con la barca, paddleboarding, giocare a dadi, escursioni, sciare, giocare a golf e stare in bellissimi hotel in montagna con i ragazzi. La lista è infinita. Salisburgo è la nostra casa. Mi sento così privilegiata a vivere in un posto così bello e sicuro con i nostri figli, quindi ti ringrazio per aver dato a tutta la nostra famiglia questa vita. So quanto ci amavi, me e i nostri ragazzi. Noi ti adoravamo, Lexx, e le nostre famiglie erano così felici per noi".

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Il ricordo si allarga poi alla personalità di Manninger, dentro e fuori dal campo, tra amicizie autentiche e una stima diffusa. "Avevi un piccolo cerchio di amici veri e leali, e questo rifletteva il tuo carattere – continua la moglie di Manninger – Questi amici mi stanno sostenendo adesso, e sento un enorme conforto da parte loro. Hai avuto un grande impatto su tantissime persone che hai incontrato. Eri estremamente rispettoso, calmo, genuino, organizzato, determinato, buono, gentile e leale. Eri molto colto e parlavi diverse lingue, tra cui lo ‘scouse' (dialetto distintivo di Liverpool, dove Alex ha giocato nell'ultimo anno della sua carriera, ndr). Hai viaggiato tanto, eri esperto e sensato. Per me eri così interessante, e tantissime altre persone amavano semplicemente sedersi e parlare con te. Sei stato un figlio meraviglioso per la tua adorabile mamma".

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Nelle ultime righe, il dolore resta senza risposta, ma si intreccia con la necessità di andare avanti per i figli. "Ricevere questa notizia mi ha distrutta come persona, e ha distrutto la nostra famiglia. Ora devo essere forte per te e per i nostri figli. Non penso che la nostra famiglia meritasse tutto questo, ma credo ci sia un Dio lassù, e lui ti ha accolto a casa da tuo padre. A chiunque sia riuscito a leggere quanto sopra, vi prego: pregate per i miei bambini. Fino a quando non ci rivedremo, grazie Lexx. Ti amerò per sempre. ‘La tua ragazza' Emily".

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