Passano gli anni, cambiano le sedi dei Mondiali, ma loro sono ancora lì, a rincorrere il pallone sul rettangolo verde. Cristiano Ronaldo e Lionel Messi si apprestano a vivere la Coppa del Mondo in Stati Uniti, Messico e Canada, l’ultima delle loro incredibili carriere. Perché anche oggi il centro della scena resta occupato dal portoghese e dall’argentino. E non sorprende che i due siano ancora in attività, seppure il tempo passi per tutti (Cr7 ha 41 anni, Leo ne compirà 39 il prossimo mese), ciò che colpisce, semmai, è che continuino a essere decisivi, nonché influenti. Cristiano Ronaldo, dopotutto, ha appena festeggiato la vittoria del campionato in Arabia Saudita con il suo Al Nassr (è il decimo titolo della storia del club di Riad). Una notizia, considerando che l’asso portoghese non aveva ancora sollevato al cielo trofei da quando si era trasferito in Medio Oriente. Quasi un tabù sfatato, insomma, grazie alla convincente vittoria sul Damac dell’ultima giornata di campionato. Un 4-1, con tanto di doppietta firmata Ronaldo (le altre reti di Sadio Mané e Kinglsey Coman), per mantenere i due punti di vantaggio sull’Al Hilal di Simone Inzaghi (il quale, comunque, potrà consolarsi con la vittoria in Coppa del Re di due settimane fa). Gol che hanno permesso all’ex Real Madrid di salire a 28 marcature complessive in campionato, concludendo la classifica cannonieri della Saudi Pro League in terza posizione (dietro a Julian Quinones dell’Al Qadsiah e Ivan Toney dell’Al Ahli).
E se Ronaldo si sta godendo i festeggiamenti, il rivale di sempre Messi si trova in seconda posizione nella Eastern Conference della Mls con l’Inter Miami. Il club della Florida, tra l’altro, è campione in carica e ha tutte le intenzioni di difendere il proprio trono. Leo, poi, è in grande forma, come testimoniano le 12 reti segnate in 13 apparizioni in campionato: praticamente un gol a partita (a cui si aggiungono ben 5 assist). Ma quali prospettive ci sono per Messi e Ronaldo al Mondiale? Nessuno dei due arriverà alla Coppa del Mondo da favorito, considerando che sulla carta Francia e Spagna, su tutte, sembrano avere qualcosa in più. Questo, però, non significa che Argentina e Portogallo non possano dire la loro, anzi. L’Albiceleste non ha ancora diramato l’elenco dei convocati, ma la presenza di Leo non è in discussione: sarà il suo sesto Mondiale.
Messi è il leader, il punto di riferimento, tanto per lo spogliatoio, quanto per la nazione intera. E se è vero che negli anni l’Argentina ha potuto contare su rose più competitive, è altresì evidente come la Seleccion non fosse favorita nemmeno quattro anni fa, in Qatar, prima di trionfare, in un’indimenticabile finale contro la più quotata Francia. La presenza di Ronaldo al Mondiale - anche per lui sarà la sesta partecipazione nella manifestazione iridata - è stata invece certificata dalla lista dei convocati del Portogallo, annunciata pochi giorni fa dal ct Roberto Martinez. Fanno parte dei 26 anche due “italiani”, il milanista Rafael Leao e lo juventino Francisco Conceicao, con il rossonero, in particolare, che si candida per una maglia da titolare. La certezza, in ogni caso, è che Cristiano sarà al centro dell’attacco, a caccia dell’unico trofeo che ancora manca nella sua incredibile collezione. E pazienza se non dovesse arrivare, come invece accaduto, si diceva, al collega argentino. Perché si parla di due enormi campioni, che hanno segnato la storia del calcio, facendo sognare un’intera generazione. E nonostante l’avanzare di nuove stelle, ancora oggi il calcio ritorna lì. A Ronaldo e Messi.