Il caldo estremo è diventato un fattore con il quale anche il tennis deve fare i conti. Per questo Wimbledon, che scatterà lunedì 29 giugno, ha deciso di estendere al tabellone principale una norma già sperimentata durante le qualificazioni: la "Heat Rule", introdotta per proteggere i giocatori quando le temperature raggiungono livelli particolarmente elevati. La norma prevede una pausa di 10 minuti nel corso dell'incontro se l'indice di stress termico raggiunge o supera i 30,1 gradi. Nelle partite femminili, disputate al meglio dei tre set, lo stop è previsto tra il secondo e il terzo parziale. In quelle maschili, al meglio dei cinque set, tra il terzo e il quarto. Per attivare la pausa è sufficiente che la richieda uno dei due tennisti.
Sulla carta il provvedimento potrebbe non essere necessario già dai primi giorni del torneo, ma l'ondata di caldo che sta interessando Londra ha fatto registrare in queste ore temperature superiori ai 34 gradi, confermando come anche il tradizionale clima britannico stia cambiando. L'indice di stress termico non considera soltanto la temperatura dell'aria, ma anche umidità e temperatura della superficie di gioco. I controlli saranno effettuati 30 minuti prima del primo incontro della giornata e successivamente alle 14 e alle 17. Se le condizioni dovessero migliorare, la regola potrà essere revocata per le nuove partite, mentre quelle già iniziate proseguiranno seguendo il protocollo in vigore al momento dell’avvio.
La Heat Rule non sarà applicata sui campi coperti con il tetto chiuso, come il Centre Court e il Court numero 1, né agli incontri sospesi in tarda serata che abbiano già raggiunto un determinato stato di avanzamento. L'attenzione verso il tema è aumentata anche dopo quanto accaduto all'ultimo Roland Garros. Jannik Sinner è stato tra i giocatori che hanno sofferto maggiormente le temperature elevate durante il torneo parigino contro Juan Manuel Cerundolo, ma non è stato un caso isolato: in questa stagione diversi tennisti hanno accusato problemi fisici legati al caldo intenso, rendendo sempre più evidente la necessità di adottare misure a tutela della salute degli atleti.