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Fiorentina, in arrivo Atta: l'obiettivo è l'Europa che conta

di Claudio Savelli venerdì 10 luglio 2026

3' di lettura

La Fiorentina acquista Arthur Atta (23 anni, mezzala francese) dall’Udinese in una notte ed è una notizia degna di nota per tre motivi. Il primo è per il nome: Atta era sondato (non ancora trattato, e c’è una bella differenza) da alcune grandi d’Italia e da diverse squadre di Premier League, ma la Fiorentina è riuscita a farsi preferire nonostante sia reduce da un campionato ai limiti della retrocessione. Il secondo motivo è il modo con cui la Viola sta operando sul mercato: rapidità e decisione, addirittura in questo caso in versione notturna in modo da anticipare le inglesi (Aston Villa e Newcastle su tutte) che, Palestra insegna, possono svegliarsi la mattina e ribaltare i tavoli delle trattative interne al nostro campionato. Il terzo motivo è che la Fiorentina, chiudendo colpi in sequenza al ritmo di Como e Milan, allarga la lotta per l’Europa e fa bene a tutta la serie A. Sempre lieta sia la competitività media che si alza.

Lo stile-Paratici è deciso e, per certi versi, rischioso, ma la Fiorentina aveva bisogno di questa nuova energia. Atta è un colpo significativo anche perché è un giocatore di qualità, uno che accende gli entusiasmi, uno di quelli che offre un motivo per andare allo stadio, ed è ciò di cui ha bisogno Firenze dopo l’esperienza dello scorso anno. E arriva per la bellezza di 25 milioni più il 30% della futura rivendita concessa all’Udinese, per una valutazione quindi di oltre 30 milioni, compensati però da un ingaggio sostenibile da 1,3 milioni netti a stagione per cinque anni. È stata così rapida la chiusura della trattativa che Grosso è riuscito a parlarne ieri in occasione della sua presentazione da nuovo allenatore della Viola: «Faccio i complimenti al direttore. Gli ho scritto un messaggio: “Ma siamo sicuri di averlo preso?”. Atta ha un potenziale enorme e lo vedo come mezzala sinistra nel 4-3-3», ha detto gongolando. Come dargli torto.

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Prima di Atta erano già stati ufficializzati i due nuovi centrali (un destro e un mancino) della difesa a quattro, Dragusin (24) dal Tottenham e Viery (21) dal Gremio, entrambi con formule piuttosto onerose: 1,5 milioni per il prestito più 17,8 per il riscatto il primo, 15 milioni più 2 di bonus il secondo. C’è una strategia coerente con le posizioni in cui la rosa è carente e con il modulo indicato dal nuovo allenatore, se è vero che il successivo acquisto sarà sicuramente un’ala: se non Koleosho (21) perché il Paris Fc ha offerto 15 milioni al Burnley contro i 10 più 2 che per Paratici sono il massimo possibile, potrebbe essere Johan Bakayoko (23) del Lipsia (20 milioni la richiesta) o uno tra Lang e Zhegrova (27), in uscita da Napoli e Juventus.

Il Como ha già ufficializzato Nico Paz, Kaiki, Cuenca, Milla e a breve lo farà pure con Yan Couto (24, arriva in prestito con diritto di riscatto a 20 milioni dal Borussia) e Liberali (19), mentre la ricerca del difensore centrale si divide tra Chalobah (27, Chelsea) e Sanchez (30, Galatasaray) e quella per l’attaccante si concentra su Franjo Ivanovic (22, Benfica). Idee chiare, è evidente, perché non si cercano i nomi di grido su cui le trattative vanno per forza di cose a rilento, bensì i profili ideali per il gioco di Fabregas e per le prospettive di crescita. Non sono acquisti che fanno numero, sono investimenti che fanno gioco, letteralmente. Così, con acquisti creativi e specifici, si dovrebbe fare mercato in serie A. È positivo per il calcio italiano che la classe borghese stia investendo con convinzione, così come che il Milan stia reagendo al flop della passata stagione, alla ristrutturazione aziendale e pure ai contrattempi come quello occorso a Pulisic (microfrattura al perone, un mese e mezzo di stop) con una serie di acquisti mirati al 3-4-2-1 di Amorim: dopo Ramos e Gila, arriverà infatti un altro difensore che può essere Kristensen, 24enne che l’Udinese valuta 18 milioni.

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