Quarti di finale del Mondiale? Polemiche. Un grande classico, d’altronde sono il turno del trapasso: da qui in poi può succedere di tutto, anche che la Francia perda. È la linea di confine in cui l’estetica cede il passo all’istinto, la tattica sfuma nei nervi e la pressione svela l’altra natura dei protagonisti, vedi Messi che, non riuscendo a dominare la partita contro la Svizzera sul piano tecnico, si è imposto attraverso l’emotività. Il rimbrotto all’arbitro Joao Pinheiro è stato strategicamente plateale: «Parlami in modo appropriato, devi portarmi rispetto. Io ti ho parlato in maniera appropriata», ha sibilato il capitano dei Campioni in carica in un dialogo catturato dalle telecamere. Non è che l’arbitro si è fatto condizionare da Messi? Se lo sono chiesti alcuni svizzeri dopo la gara, in riferimento all’episodio che l’ha segnata: l’espulsione di Embolo. O meglio, la seconda ammonizione inizialmente assegnata a Paredes e poi ribaltata allo svizzero che aveva simulato, dopo revisione al monitor concessa dalle aggiunte al protocollo di questo Mondiale.
Il ct Yakin l’ha definita una decisione «assurda» per la quale «la Svizzera ha tutto il diritto di sentirsi penalizzata». La rabbia contro le macchine e gli uomini che le usano o ne abusano non è un’esclusiva elvetica. Hanno alzato i toni perfino i norvegesi, storici alfieri del fair play, per una presunta interferenza aerea durante la sfida contro l’Inghilterra. L’azione del pareggio britannico nasce infatti da un rinvio del portiere Nyland che avrebbe toccato la spidercam. Gli inglesi segnano otto secondi dopo. La Fifa ha smontato il caso pubblicando i tracciati del microchip interno al pallone, che non ha registrato alcun tocco anomalo. Non potendo fare polemica verso l’esterno, l’Inghilterra si è messa a farla al suo interno.
Nel post-partita, il ct Tuchel ha bacchettato pubblicamente i suoi, definendo la prestazione “sciatta” e viziata da troppi errori tecnici. Bellingham non l’ha presa bene: «Forse Tuchel non sa cosa significhi giocare contro Haaland, Odegaard, Nusa e Sorloth. Non si vince ogni gara facendo scoppiare la palla o con mille passaggi, a volte devi vincere sporco ed è quello che abbiamo fatto». Una frattura esposta ma non è detto che la diplomazia debba intervenire per forza: un Bellingham ancor più carico rischia di essere un problema... per l’Argentina. Al netto delle liti, dei microchip e delle nevrosi, il verdetto del prato è sacrosanto: per la prima volta nella storia dei Mondiali vanno in semifinale le prime 4 del ranking.