Jannik Sinner non ha ancora raggiunto il suo limite. Anzi, per Adriano Panatta il bello deve ancora venire. L'ex campione azzurro, commentando il trionfo di Jannik a Wimbledon, è convinto che il numero uno del mondo abbia davanti margini di crescita ancora enormi, nonostante stia già dominando il circuito: "Sono quasi scandalosi i suoi margini di miglioramento. Sembra senza limiti", osserva il romano, nel suo editoriale sul Corriere della Sera, che vede nel 24enne altoatesino un campione ancora in piena evoluzione. "Ha un'attenzione verso la propria crescita che può solo fargli onore — scrive — Non so fin dove riuscirà ad arrivare, ma so che nei prossimi mesi lo troveremo sempre migliorato".
Tra gli aspetti che più hanno impressionato l'ex vincitore del Roland Garros c'è il salto di qualità compiuto al servizio: "In pochi mesi è cresciuto a dismisura. Non è facile cambiare il servizio a un professionista già formato, ma Sinner ci è riuscito. Oggi il suo è un servizio pari a quello dei più grandi battitori di sempre e sa trovare l'ace quando serve davvero”. Poi sottolinea come il successo sull'erba londinese certifichi una superiorità evidente. Dopo aver superato Alexander Zverev, battuto per la decima volta consecutiva, Sinner ha confermato di essere il punto di riferimento del tennis mondiale. "Il match è stato in parità fino al 6-6 del secondo set, da lì in poi il rullo compressore dell'italiano non ha trovato più ostacoli".
L'unico vero rivale, secondo Panatta, resta Carlos Alcaraz: "Carlitos è il mio Godot. Lo aspetto, convinto che solo con Sinner da una parte e Alcaraz dall'altra il tennis tornerà a essere un confronto aperto". Un auspicio legato anche alle condizioni dello spagnolo, ancora fermo per l'infortunio al polso. Infine, Wimbledon rappresenta anche una liberazione sul piano mentale. Dopo le difficoltà vissute negli ultimi mesi, dagli accertamenti medici ai dubbi successivi, il titolo londinese "potrà cancellarne almeno una parte — conclude l’ex tennista — Del resto, una vittoria a Wimbledon ha sempre qualcosa di magico".