Di certe al momento ci sono solo le cifre: un contratto da 1,5 milioni all’anno fino al 2030, a cui si aggiungeranno diversi bonus legati al raggiungimento degli obiettivi chiave, ovvero la qualificazione ai prossimi Europei, il superamento della fase a gironi e, soprattutto, la conquista del pass per la fase finale del Mondiale, obiettivo fallito drammaticamente nelle ultime tre edizioni. Ma per l’approdo di Pirlo come ct dell’Italia manca ancora il resto. Compresa la firma ufficiale. Il sigillo potrebbe arrivare nelle prossime ore, ma appare assai più probabile che il momento decisivo venga posticipato a martedì, data in cui è in programma a Roma il prossimo Consiglio federale della Figc.
Tramontata definitivamente la suggestione da sogno che portava a Pep Guardiola, Pirlo avrà il compito di ricostruire un ambiente tramortito dalle troppe disfatte sportive. E dovrà risolvere in fretta i vincoli contrattuali che lo legano ancora allo United FC Dubai.
A complicare il quadro si aggiungono le perplessità del presidente della Figc, Giovanni Malagò, il quale preferiva il ritorno di Roberto Mancini. Da questa sfumatura emerge una dinamica singolare: la massima carica del calcio italiano, come prima mossa, deve avallare una scelta tecnica operata dal direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo. Lo stesso Mancini, del resto, aveva liquidato la questione con una battuta secca: «Non sono stato contattato». Nonostante queste divergenze, il via libera definitivo da parte di Malagò appare ormai inevitabile. Poi ci sono i club di serie A, che avrebbero preferito l’ingaggio di Antonio Conte. Insomma, il nuovo corso del calcio italiano non è ancora iniziato e già parte in un clima di aperta incertezza.
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Appena poche ore fa, giovedì, dopo l’assemblea di Lega e col sogno Guardiola ancora vivo, tutti sembravano andare d’amore e d’accordo: «C’è condivisione tra di noi, c’è un discorso che riguarda i prossimi sei anni perché il traguardo è l’Europeo in casa -, aveva detto Malagò aggiungendo -. Loro non faranno mai nulla che non sia condiviso con me, io non farò mai nulla che non sia condiviso con loro». Nel frattempo, la struttura dello staff del futuro commissario tecnico è già delineata: Roberto Baronio ricoprirà il ruolo di allenatore in seconda, Paolo De Bellis sarà il responsabile della preparazione atletica, Antonio Bertoni opererà come collaboratore tecnico e Filippo Di Martino assumerà l’incarico di match analyst.
Sulla scelta è intervenuto anche il Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, ai microfoni di: «Soltanto il campo che poi deciderà quanto questa scommessa sia una scelta lungimirante, visto che l’accordo dovrebbe essere quadriennale. Io mi ero ripromesso e confermo la mia decisione dei giorni scorsi di fare il tifo per una soluzione e di non esprimere opinioni perché comunque sarei stato il primo supporter del Ct e della Nazionale. Mi auguro soltanto che questa scelta fatta dal presidente Malagò, insieme a Paolo Maldini e a Leonardo, possa portare i risultati sperati sapendo che si tratta di un percorso. D’altro canto Pirlo ha un suo percorso da allenatore dove ha dimostrato il suo valore. Mi auguro che sappia dimostrarlo ulteriormente. Tutti dovranno dare un contributo, a partire dai club della serie A». Ecco, diciamo che le premesse non sono proprio delle migliori.