Paolo Bertolucci si è sfogato sulle pagine della Gazzetta dello Sport. Il tema? Jannik Sinner, le polemiche intorno al numero uno al mondo e la rinuncia dell'azzurro al Masters 1000 in Canada. "Già a Wimbledon avevo saputo che non avrebbe giocato il Masters 1000 in Canada, quindi era tutto programmato per tempo - ha spiegato la leggenda azzurra -. Jannik fa i test fisici e bisogna vedere come sta con la testa. Sanno loro all’interno benissimo tutto quanto". Perciò sarebbe auspicabile "fidarsi della sua programmazione".
"I Masters 1000 sono la Serie C e molti ancora non lo hanno capito - ha proseguito Bertolucci -. Ci sono gli Slam, gli Slam sono il campionato del mondo. Quelli contano. Poi, in alternativa, come seconda soluzione, ci sono le Atp Finals che si giocano a Torino. Solo dopo ci sono i 1000: sono importanti, ma fino a un certo punto. Non dico che siano solo ed esclusivamente di preparazione per gli Slam, ma poco ci manca". Poi Bertolucci ha smontato tutti coloro che sono infastiditi dal fatto che Sinner non pensi ai record. "A parte che è molto difficile fare questo record, ci sono ancora quattro 1000 da disputare (dopo Montreal, c’è Cincinnati, poi in autunno Shanghai e Parigi, ndr) quindi è molto difficile vincerli tutti. Ma al di là di questo – le sue parole – poi quando hai vinto tutto, che hai fatto? È una medaglia di latta che ti metti al petto, solamente di latta, che non ti porta niente e che ti può uccidere fisicamente".
E in effetti ciò che conta per un tennista è portarsi a casa più grandi Slam possibili: "Guarda, è molto semplice, basta che tu chieda a qualsiasi appassionato: ‘Quanti Slam ha vinto Djokovic?’ ’24’. ‘Quanti ne ha vinti Nadal?’ ’22’. ‘Quanti ne ha vinti Federer?’ ’20’. Perfetto. Quanti 1000 ha vinto Djokovic? Boh. E Nadal? Boh. E Federer? Non lo so. Ecco. Questo è il tennis". "In questo momento - ha chiosato Bertolucci - il suo unico pensiero è capire come vincere gli US Open".