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McTominay spaventa Napoli: guaio al cuore, ma tornerà

di Daniele Dell'Orco mercoledì 2 settembre 2026

3' di lettura

Un brutto colpo per il Napoli di Massimiliano Allegri. Scott McTominay dovrà sottoporsi a un intervento chirurgico al cuore a causa dell’insorgenza di una lieve aritmia benigna. A comunicarlo ufficialmente è stata la stessa società azzurra: il centrocampista scozzese nei prossimi giorni sarà sottoposto a una procedura di correzione mediante ablazione transcatetere (PFA), una tecnica mininvasiva basata su brevi impulsi elettrici pensata per risolvere in modo definitivo i disturbi del ritmo cardiaco. L’intervento (della durata di circa un’ora) e i successivi tempi di recupero costringeranno il giocatore a rimanere ai box per tutto il mese di settembre. Oltre al problema cardiaco, lo scozzese approfitterà della sosta per risolvere un ulteriore fastidio: un piccolo intervento chirurgico ai piedi per via di alcune vesciche che lo avevano tormentato dopo la gara persa 1-2 contro il Como.

DIAGNOSI
Se la diagnosi di per sé non desta preoccupazione, l’impatto della sua assenza sul piano tattico e agonistico per il Napoli sarà pesantissimo. McTominay è l’uomo simbolo e il miglior marcatore della squadra: in due anni ha messo a segno ben 22 gol in Serie A, rivelandosi decisivo anche per la vittoria dello scudetto nella gestione di Antonio Conte. Salterà sfide di fondamentale importanza contro Inter, Bologna e Fiorentina in campionato, la delicata trasferta di Champions League contro l’Arsenal, oltre agli impegni con la propria Nazionale in Nations League contro Slovenia, Svizzera e Macedonia del Nord. Il rientro in campo è previsto subito dopo la sosta del mese prossimo, nel weekend del 10-11 ottobre in occasione della sfida interna contro il Frosinone.

La storia del calcio italiano e internazionale dimostra come casi di questo tipo non siano così rari, ma si risolvano positivamente e in tempi relativamente brevi, permettendo agli atleti di tornare ai massimi livelli agonistici. Il caso più simile a quello dello scozzese ha colpito nel 2015 Stephan Lichtsteiner: lo svizzero della Juventus accusò difficoltà respiratorie contro il Frosinone e gli fu diagnosticata un’aritmia cardiaca benigna, precisamente un flutter atriale. Fu operato il 2 ottobre e tornò in campo un mese dopo, ad inizio novembre.

ALTRI PRECEDENTI
Percorso molto simile anche per Sami Khedira: il centrocampista tedesco della Signora nel 2019 avvertì un’alterazione del battito durante un allenamento e gli esami individuarono un’aritmia atriale. Khedira venne sottoposto ad ablazione di un focolaio aritmogeno e tornò regolarmente in campo dopo circa un mese. Anche l’attaccante uruguaiano del Palermo Abel Hernandez nel 2009 accusò dei fastidi e gli accertamenti documentarono un’aritmia, ma ventricolare, comunque benigna in assenza di cardiopatia organica. Fu sottoposto con successo ad ablazione transcatetere e proseguì regolarmente la sua carriera. Un’irregolarità del ritmo cardiaco fu scoperta anche ad Antonee Robinson durante le visite per il trasferimento dal Wigan al Milan nel 2020, facendo saltare l’affare. Ma comunque il terzino statunitense affrontò l’ablazio ne e ottenne nuovamente l’idoneità, trasferendosi al Fulham. Diverso il caso del settembre 2014, quando Jonathan Biabiany, durante le visite mediche per passare dal Parma al Milan scoprì un’aritmia cardiaca che fece saltare il trasferimento. A differenza degli altri casi non si intervenne chirurgicamente, ma il giocatore fu costretto a uno stop totale dell’attività agonistica durato circa nove mesi. Dopo aver risolto il problema e ottenuto nuovamente l’idoneità, tornò a giocare a grandi livelli, vestendo anche la maglia dell’Inter. Insomma, il problema di McTominay non è una cosa da niente ma è risolvibile in tempi relativamente brevi.

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