La sua storia da dirigente del Milan si è conclusa male, tra tribunali e carte bollate. Da quel momento Zvonimir Boban, storico numero 10 rossonero e gloria del calcio croato e mondiale, non manca occasione di bombardare la proprietà americana.
Prima il fondo Elliott, con cui entrò in rotta, poi Gerry Cardinale e RedBird, dalla cacciata dell'amico Paolo Maldini fino alle discutibili scelte in fase di gestione mediatica del club, organizzazione e mercato. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Zvone ribadisce la sua visione assolutamente negativa e pessimistica del Diavolo a stelle e strisce. "Il Milan da anni non fa cose da Milan, in nessun senso. Non vedo passi avanti, se non per il coraggio e la voglia di giocare un calcio offensivo". Il riconoscimento al lavoro del neo-allenatore Amorim, in contrapposizione al suo predecessore Max Allegri, è l'unica flebile nota lieta. "Lo scorso anno ha perso col Cagliari perché per tutta la stagione aveva giocato un calcio difensivo. Al momento buono, non è riuscito a dominare la partita".
Poi i siluri sulle ultime operazioni: "Gonçalo Ramos è stato pagato un prezzo sproporzionato (quasi 80 milioni di euro bonus compresi, ndr), in compenso si muove bene per il gol e vede la porta, ma siamo lontani dalla qualità che cambia la dimensione. Piuttosto, mi ha emozionato la storia di Cisse, un ragazzino arrivato dal nulla grazie al talento".
Logico invece l'omaggio a Luka Modric, suo connazionale che dopo la gloria con il Real Madrid è arrivato al Milan come un "sogno di fine carriera" ma che a 41 anni ha deciso di restare in trincea, e probabilmente pure da titolare. "Ha genio e il genio non sparisce con l’età, con la sua logica, anticipa le situazioni. Certo, sono scelte della vita. Credo che per lui sarà pesante giocare nel sistema di Amorim. Con Allegri era difeso da due mezzali e giocava basso, ora dovrà coprire 60 metri con un altro giocatore. Sarà dura".