Quarantacinque giorni di fermo nave. Oltre che una multa. La barca Aurora della Ong tedesca Sea Watch è stata sanzionata per non essersi coordinata con le autorità competenti dopo il recupero dei migranti dalla piattaforma abbandonata tra le acque Sar di Tunisia e Libia. “Per 4 giorni lo Stato Italiano ha guardato senza muovere un dito, mentre 44 persone bloccate sulla piattaforma petrolifera Didon chiedevano aiuto. Siamo intervenuti noi con Aurora, ma non appena le abbiamo sbarcate, la nostra nave è stata multata e bloccata per 45 giorni”, il duro comunicato della Ong tedesca.
Ma l'Italia non avrebbe potuto mandare le proprie imbarcazioni in acque internazionali non di sua competenze. Tra l'altro il nostro è tra i Paesi che nel Mediterraneo impiega il maggior numero di mezzi e di uomini per interventi di ricerca e soccorso in mare, spesso sopperendo alle mancanze di altri Paesi che ignorano il proprio ruolo. Tuttavia non può di certo inviare proprie navi in aeree che non sono sotto il suo controllo. L'Ong si sarebbe dovuta rivolgere alla Tunisia, dato che è considerata dall’Unione europea un Paese sicuro. Dev’essere garantito un porto sicuro, che può essere anche uno nel Paese di partenza, se questo è più vicino.