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Indonesia, salgono a 43 i morti per le inondazioni a Giacarta

sabato 4 gennaio 2020
1' di lettura

Roma, 3 gen. (askanews) - Sale il bilancio dei morti per le alluvioni e le frane che hanno colpito Giacarta, in Indonesia, a partire dalla notte di Capodanno: le vittime sono almeno 43. Interi quartieri della città, che conta 30 milioni di abitanti, sono stati inondati dalle forti precipitazioni. Circa 400mila persone sono state evacuate e altre migliaia sono fuggite dalle proprie abitazioni dove in alcuni casi l'acqua ha raggiunto il secondo piano. Le strade sono state trasformate in fiumi, difficili anche i soccorsi. "Abbiamo evacuato molte persone - racconta una soccorritrice - ma in alcuni casi è impossibile arrivare, per esempio Lebak, all'estremo Sud dell'isola, è devastata, non riusciamo a raggiungerla". Intanto le autorità sanitarie sono al lavoro per cercare di prevenire l'insorgenza di malattie. "Non abbiamo acqua pulita per lavare nostra figlia di un anno" dice una donna. "Temiamo che possa prendersi malattie, come la febbre dengue" aggiunge il marito.

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Roberto Cacciapaglia per la pace col brano No More Violence

Milano, 23 giu. (askanews) - Parlare di pace attraverso la musica, il Maestro Roberto Cacciapaglia lo fa con il suo nuovo brano No More Violence.

"No More Violence non è una canzone, non narra, non racconta una storia, è un mantra, è un seme sonoro che attraverso la ripetizione di una frase molto semplice entra in profondità e soprattutto unisce. E l'unione è proprio il contrario della violenza che è sempre dualismo. C'è sempre un soggetto che colpisce, un oggetto che viene colpito, è un conflitto, mentre la musica e l'arte attraggono e uniscono".

Il compositore e pianista di fama internazionale, che ha composto tra le altre cose la musica del braciere olimpico di Milano Cortina, propone un inno alla pace, per fermare la violenza, un messaggio universale che la musica trasforma in un'esperienza condivisa, come succede nei suoi concerti dove il pubblico è parte integrante dell'opera. Da una voce solista si passa a una dimensione corale.

"Quello che ho voluto fare in questo video è proprio rappresentare quello che succede nei miei concerti, cioè questa unione, questa presenza stabile, intensa e profonda che esprime un desiderio, in questo caso il desiderio di non violenza e di pazienza e l'unione di bellezza, quello che l'arte ha sempre fatto in tutta la storia dell'umanità".

Volti, sguardi e presenze si uniscono in una dimensione collettiva di condivisione e consapevolezza trasformativa.

TMNews

Dal ventaglio al ghiaccio, come i turisti sopravvivono al caldo a Roma

Roma, 23 giu. (askanews) - A Roma i turisti danno la caccia all'ombra, cercano di proteggersi con ombrellini da sole e quando possono si procurano ghiaccio per sopportare questa anomala ondata di caldo di fine giugno, mentre il ministero della Salute italiano ha dichiarato l'allerta rossa per temperature estreme in 15 città, inclusa la Capitale.

"Beh, si sente ancora un po' il caldo, la temperatura è alta, ma per fortuna ci sono posti dove ci si può sedere e riposare, e zone con aria condizionata. A parte il caldo, però, c'è sempre molta gente in giro, ci sono molti visitatori", ha raccontato ad Afp Osvaldo Martinez, turista colombiano in visita nella zona di San Pietro.

"Rimango idratata, bevo acqua con molto ghiaccio, metto la crema solare, indossiamo abiti leggeri, usiamo un'ombrellina e cerchiamo un posto riparato, e il ventaglio", ha aggiunto Yuvia Medrano Rivas, turista originaria del Messico.

"Qui sento il caldo secco, perché vengo dalla regione della Huasteca (Messico). Lì fa più caldo e umido, si suda molto, ma qui sento che il caldo mi soffoca. Essendo secco, è un tipo di caldo diverso e brucia molto", ha spiegato Cecilia Quezada Lucero, turista messicana.

"Ho il mio ventilatore. Ho la mia borraccia di metallo, così posso prendere del ghiaccio da qualche parte e tenere l'acqua bella fredda, e mi siedo all'ombra", ha raccontato Fran Von, turista americana.

TMNews

L'ippodromo di San Siro celebra galoppo e valore dell'ippica

Milano, 23 giu. (askanews) - L'Ippodromo Snai San Siro di Milano si conferma ancora una volta il cuore pulsante dell'ippica italiana. Una giornata di grande sport ha acceso i riflettori sulla Oaks d'Italia - Tattersalls 2026, una delle prove più prestigiose del galoppo nazionale, che quest'anno ha incoronato la netta vincitrice Piccola Piuma, protagonista di una prestazione dominante davanti al pubblico delle grandi occasioni.

Un appuntamento che rappresenta uno dei momenti più attesi dell'intera stagione e che ribadisce il prestigio internazionale dell'impianto milanese.

"Questa giornata, dal punto di vista ippico, chiude il primo semestre. Noi oggi offriamo anche esperienze diverse al nostro pubblico, che stiamo attraendo a San Siro con animazione per i bambini, battesimo della sella e combattimenti di ju jitsu. Questo perché, questo luogo meraviglioso di Milano, non deve soltanto creare eventi durante il mondo ippico, ma anche momenti continuativi per famiglie, giovani e appassionati di ippica e non" ha detto Marco Chantre Bompiani, direttore Ippodromi Snai.

L'Ippodromo Snai San Siro non è soltanto un impianto sportivo, ma un luogo simbolo per la città di Milano, capace di coniugare tradizione, spettacolo e valorizzazione del territorio.

"L'ippodromo si sta aprendo anche a manifestazioni che non sono solo nel mondo equestre ma che, come istituzione e come Sottosegretario allo Sport ai Giovani, voglio portare nelle scuole per renderne conto. Ma parliamo anche di altre discipline, perché questo spazio lo vediamo sia come metratura che come bellezza paesaggistica, che deve essere ancora più conosciuto e ancora più valorizzato. Quindi come istituzioni cerchiamo di fare la nostra parte" ha aggiunto Federica Picchi, Sottosegretario con delega allo Sport e Giovani della Regione Lombardia.

L'ippica continua inoltre a rappresentare un settore strategico, che unisce sport, cultura, allevamento e occupazione, mantenendo vivo un patrimonio di competenze e passioni che appartiene alla storia del nostro Paese.

"L'ippica è tradizione, è un qualcosa che parte da molto lontano, che è molto antico. In questo posto, come galoppatoio, ha una storia che risale a qualche anno ed è importante perché si tratta di un momento di condivisione a livello territoriale. Sicuramente vogliamo cercare di riportarlo ai fasti di un tempo" ha concluso Barbara Catizzone, Dirigente del Masaf.

Tra emozioni, tradizione e grandi protagonisti in pista, la giornata del 21 giugno conferma ancora una volta il ruolo centrale dell'Ippodromo Snai San Siro nel panorama ippico nazionale e internazionale, punto di riferimento per uno sport che continua a guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.

TMNews

Il mestiere di capire e il coraggio di trovare soluzioni

Roma, 23 giu. (askanews) - Capire il presente per costruire il futuro. È questo il messaggio al centro della presentazione del libro di Ciro Di Pietro "Il mestiere di capire e il coraggio di trovare soluzioni", presentato nella Sala Caduti di Nassirya a Palazzo Madama.

Un volume che nasce dalla consapevolezza di vivere in un tempo caratterizzato da cambiamenti rapidi e profondi, tra trasformazioni economiche, innovazione tecnologica, nuove dinamiche sociali e sfide globali sempre più complesse.

"La pubblicazione - ha sottolineato l'autore - nasce da una convinzione semplice oggi: non basta più commentare i problemi, bisogna comprenderli fino in fondo e avere il coraggio di indicare una strada. Capire è un mestiere perché richiede ascolto, esperienza, studio e capacità di leggere la realtà oltre le apparenze. È necessario assumersi le responsabilità di proporre soluzioni concrete. Questo libro è il racconto di un metodo, un percorso umano e professionale, ma anche un invito a non restare spettatori davanti alle difficoltà del nostro tempo".

Ad aprire i lavori è stato il senatore Luigi Nave che ha posto l'accento sulla necessità di recuperare una visione di lungo periodo nelle scelte politiche.

"Mentre le famiglie si interrogano ogni giorno su come arrivare a fine mese e su cosa mettere in tavola, la politica dovrebbe avere il compito di guardare avanti e programmare il futuro del Paese. Oggi - ha sostenuto Nave -, invece, assistiamo a un governo che rincorre l'emergenza e la quotidianità, senza riuscire a costruire una visione di lungo periodo capace di garantire stabilità economica, crescita e capacità di programmazione".

Il dibattito si è poi concentrato sul tema dell'analisi e del metodo come strumenti indispensabili per orientarsi in una società caratterizzata da una continua sovrabbondanza di informazioni.

"In una società bombardata di informazioni che si bruciano in un minuto e che nessuno contestualizza - ha detto Fulvio Baldi, procuratore europeo presso la Corte di Cassazione -, nessuno inquadra in un sapere più sistematico ciò che accade. Viviamo in un tempo in cui non si distingue più ciò che è davvero importante dal dettaglio e in cui tutto sembra stare sullo stesso piano. Probabilmente vanno recuperati metodi tradizionali di analisi, ma per farlo occorre qualcuno capace di utilizzarli e trasmetterli alle nuove generazioni".

Baldi ha inoltre evidenziato come il metodo rappresenti uno strumento essenziale per affrontare e risolvere le difficoltà del presente: "Il problema non è quasi mai irrisolvibile. Bisogna analizzare l'esistente e trarre dall'esistente il meglio, con calma, raziocinio e soprattutto con metodo. Questo libro suggerisce proprio un approccio razionale e concreto, senza dimenticare l'umanità, la famiglia, l'amicizia e l'amore per la propria terra".

Secondo Alessandro Caramiello, presidente dell'intergruppo Sviluppo Sud, Aree Fragili e isole minori, "oggi più che mai istituzioni, professionisti e cittadini hanno il dovere di analizzare i problemi con profondità e avere il coraggio di costruire soluzioni concrete. Iniziative come questa rappresentano un importante momento di confronto culturale e civile per il Paese. Il libro di Ciro Di Pietro offre una riflessione attuale e necessaria sul valore della comprensione in un tempo segnato da cambiamenti rapidi e complessi".

Al centro del confronto anche il ruolo dell'impresa e la trasformazione della figura dell'imprenditore contemporaneo, chiamato oggi a confrontarsi non soltanto con la produttività ma anche con nuove responsabilità sociali, normative e organizzative.

"C'è stata un'evoluzione nella figura dell'imprenditore del XXI secolo", ha evidenziato l'avvocato Amedeo Di Pietro, numero uno dell'Osservatorio Nazionale sul Diritto. "Se un tempo il focus era quasi esclusivamente sulla capacità produttiva e sulla ricchezza generata dall'azienda, oggi un'azienda - ha aggiunto - deve coniugare competitività e rispetto delle regole, tutela del lavoro e sostenibilità sociale. La vera sfida è avere la capacità di interpretare i cambiamenti del mercato e ripensare l'impresa attraverso processi di turnaround, mantenendo occupazione, produttività e responsabilità sociale".

L'incontro ha così offerto una riflessione ampia sul rapporto tra conoscenza, responsabilità e capacità di visione, evidenziando come comprendere la complessità del presente sia oggi una delle competenze più necessarie per istituzioni, imprese e cittadini.

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