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Coronavirus, a Hong Kong medici in sciopero: chiudere il confine

sabato 8 febbraio 2020
1' di lettura

Roma, 3 feb. (askanews) - Centinaia di operatori sanitari di Hong Kong sono entrati in sciopero, chiedendo che il confine con la Cina continentale sia completamente chiuso per contenere il rischio di contagio del coronavirus. Hong Kong, dove ci sono stati 15 casi confermati del virus, ha sospeso i collegamenti ferroviari e via traghetto transfrontalieri, ma gli operatori sanitari vogliono una chiusura totale delle frontiere mentre le autorità sostengono che sarebbe contrario ai consigli dell'Organizzazione mondiale della sanità (OMS). A incrociare le braccia centinaia di operatori sanitari considerati "non essenziali". Ma il sindacato ha fatto sapere che i lavoratori "in prima linea" - compresi medici e infermieri - li imiteranno nei prossimi giorni se le loro richieste non verranno soddisfatte. "Questo è il nostro primo giorno di sciopero programmato - ha spiegato Winnie Yu, presidente dell'Associazione dipendenti dell'autorità ospedaliera - chiediamo che venga fatta pressione sul governo di Hong Kong per chiudere il confine, altrimenti non ci saranno abbastanza forza lavoro, equipaggiamento protettivo o stanze di isolamento per combattere l'epidemia". "Come operatori sanitari non vorremmo arrivare allo sciopero ma non abbiamo scelta se non ci ascoltano. Se il governo agisse rapidamente si potrebbe evitare l'esplosione del virus ad Honk Kong".

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Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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