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Brexit, si comincia a trattare ed è subito scontro sul commercio

sabato 8 febbraio 2020
1' di lettura

Milano, 3 feb. (askanews) - Brexit ai blocchi di partenza. Superata la fatidica data del 31 gennaio, Regno Unito e Unione europea cominciano a prepararsi per le complicate trattative ed è subito aria tesa sul commercio col premier britannico Boris Johnson che ha detto di non aver intenzione di sottoscrivere accordi che prevedano un allineamento agli standard e alle regole europee. Dichiarazioni poi stemperate nel suo discorso programmatico sui rapporti futuri con l'Unione. "Non lasceremo l'Europa per minare i suoi standard - ha detto - non daremo il via a nessuno concorrenza sleale, commerciale, sociale o ambientale. Non state solo a sentire cosa dico, cosa diciamo, ma guardate cosa facciamo". Intanto anche l'Europa si muove. Il negoziatore capo Ue per la Brexit, Michel Barnier, ha presentato a Bruxelles la proposta di direttive negoziali per le relazioni future approvata dalla Commissione europea. "Siamo pronti a offrire un accordo commerciale ambizioso come pilastro centrale della nostra alleanza, senza tariffe doganali e senza quote sui beni che entrano nel nostro mercato da 450 milioni di persone", ha detto, aggiungendo: "Non mi lascerò impressionare dalle dichiarazioni del premier britannico. "Quello che mi interessa è la prospettiva, auspico che ora si possa lavorare in modo serio".

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In un rapido confronto con la stampa, prima dell'inizio dei colloqui privati a Downing Street, Starmer ha sottolineato che alla Russia non dovrebbe essere consentito di trarre vantaggio dal conflitto iraniano, che ha fatto salire i prezzi del petrolio e portato gli Stati Uniti a sospendere parzialmente le sanzioni contro Mosca.

Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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