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Siria, decine di morti in scontri con l'esercito turco

sabato 8 febbraio 2020
1' di lettura

Damasco, 3 feb. (askanews) - Scontri fra Siria e Turchia nella provincia di Idlib. Quattro soldati turchi sono stati uccisi e nove sono rimasti gravemente feriti a seguito dei combattimenti contro le forze governative siriane nella regione situata nel nord ovest del paese, vicino al confine con la Turchia, una zona contesa che i governativi siriani vogliono riconquistare, ma sulla quale vigilano gli F-16 turchi. Ankara ha subito avviato attacchi di rappresaglia nella regione. L'Osservatorio siriano per i diritti umani ha annunciato l'uccisione di sei militari del regime siriano da parte della Turchia, mentre il presidente turco Erdogan ha dichiarato che Ankara ha "neutralizzato 30-35 militari siriani". Erdogan ha anche aggiunto che l'esercito turco continuerà con i raid "per mettere in sicurezza il Paese". Si parla di 122 attacchi di artiglieria e 100 con tiri di mortaio su 46 bersagli dell'esercito siriano. Il presidente turco ha inoltre chiesto alla Russia e a Putin di non mettersi in mezzo: "Il nostro interlocutore non siete voi, ma il regime siriano, non provate ad intromettervi", ha dichiarato. Negli scontri fra i due eserciti sarebbero rimasti uccisi almeno nove civili, compresi dei bambini. Tra le vittime ci sono anche "sette membri della stessa famiglia" uccisi nel villaggio di Sarmine, nella provincia di Idlib.

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Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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