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"Generazione Hikikomori", i giovani che si isolano dal mondo

sabato 8 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 4 feb. (askanews) - I giovani, spaventati da una serie di difficoltà nell'accesso alla scuola o nel mondo del lavoro, in una società molto competitiva scelgono a volte di ritirarsi nel loro guscio, di non uscire di casa, di recludersi in compagnia di smartphone e videogiochi. È avvenuto e sta avvenendo in Giappone, dove esiste un nome preciso per indicare questa generazione perduta: gli hikikomori. Anna Maria Caresta, giornalista della redazione Cultura del Giornale Radio Rai, è andata nel paese nipponico, ha incontrato giovani, operatori scolastici e sanitari e li ha messi in parallelo con fenomeni analoghi esistenti nel nostro paese. Ne è uscito il libro "Generazione Hikikomori" (editore Castelvecchi). "Ho visto tanti giovani trascorrere tante, tante, troppe ore davanti al computer. Li ho visti nella sale Lan, sale dove giocano con i videogiochi collegandosi con persone anche dall'altra parte del mondo e mi sono incuriosita e mi sono chiesta perché si passa così tanto tempo davanti al computer e perché una generazione che apparentemente comunica molto, poi finisce per comunicare meno o troppo poco?", racconta Caresta. "Ho scoperto che in Giappone c'erano gli Hikikomori, ragazzi chiusi in loro stessi, chiusi in una sindrome che si chiama social-withdrawal, ritiro sociale. Questo ritiro sociale colpisce spesso i giovani a volte addirittura, dai 12-13 anni, con il ritiro scolastico. Poi a volte i ragazzi si chiudono dentro se stessi, soprattutto nel periodo adolescenziale. Ora questa sindrome, che è solo un disagio, non una malattia, viene studiata, ma i ragazzi vanno presi presto e vanno riportati alla loro vita normale, alla loro vita sociale, per questo ho scritto Generazione Hikikomori", ha spiegato.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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