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Meloni, Marion e Orban alla Conferenza dei conservatori a Roma

sabato 8 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 4 feb. (askanews) - Alcuni dei politici conservatori più mediatici del momento si sono ritrovati al Grand Hotel Plaza a Roma per la seconda edizione della "National Conservatism Conference", evento internazionale ideato dalla Edmund Burke Foundation. Ad inaugurare i lavori, l'intervento in inglese della presidente di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, che tra una citazione di Reagan, Papa Wojtyla e una di Tolkien, ha dichiarato: "È per questo che mentre difendiamo la sovranità italiana, non dimentichiamo di difendere anche quella dell'Ungheria di Viktor Orban o della Polonia di Kaczynski, ancora una volta sotto attacco da parte del mainstream progressista europeo". "È per questo che difendiamo - senza la vergognosa ambiguità che caratterizza la sinistra - il diritto dello Stato di Israele alla sicurezza e a un futuro di pace e prosperità". Il titolo dell'incontro di due giorni era dedicato proprio a Ronald Reagan e a Papa Giovanni Paolo II ("God, Honor, Country: President Ronald Reagan, Pope John Paul II and The Freedom of Nations"). Tra gli ospiti intervenuti il filosofo israeliano Yoram Hazony, politici come il primo ministro ungherese Viktor Orbàn - che si è appena visto prolungare la sospensione del suo partito, Fidesz, dal gruppo del Partito Popolare europeo (Ppe) in Europa e a Roma ha incontrato anche Silvio Berlusconi - e l'ex deputata di estrema destra Marion Maréchal, ufficialmente "ritirata" dalla vita politica francese. "I gilet gialli sono la versione spettacolare di una rivolta elettorale, contenuta, moralmente sotto accusa e repressa fisicamente. Sono la versione francese dei pro-Brexit, la differenza è che non sono stati ascoltati. I francesi sentono che l'approccio conservativo è divenuto una necessità vitale", ha spiegato la nipote di Marine Le Pen, che dal 2018 ha deciso di farsi chiamare solo Marechal. "È evidente per me che l'ecologia è un conservatorismo, mi dispiace Greta... Preservare i nostri territori, la nostra biodiversità, i nostri panorami deve essere la battaglia naturale dei conservatori", ha aggiunto. Tra gli ospiti annunciati c'era anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che ha però dato forfait all'ultimo minuto.

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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