CATEGORIE

Sicurezza stradale, serve formazione anche per i monopattini

sabato 8 febbraio 2020
3' di lettura

Roma, 6 feb. (askanews) - Più sicurezza stradale, con maggiore formazione anche per i nuovi veicoli che sono sempre più diffusi nelle nostre strade come i monopattini elettrici. La formazione, per ora non contemplata dal nostro Codice della strada, è la base per garantire una maggiore sicurezza sulle nostre strade. Per questa ragione le autoscuole Unasca hanno avviato, nei giorni scorsi a Sanremo i primi corsi, di pochi minuti, per spiegare ai ragazzi l'uso dei monopattini elettrici. A spiegarlo, in una intervista negli studi di askanews è Emilio Patella, segretario generale delle autoscuole Unasca. "Il monopattino elettrico è una forma di mobilità, già diffusa da molto tempo negli altri paesi, e non è quindi da demonizzare ma allo stesso tempo non è un giocattolo anche se molti lo prendono come tale perché è piccolo, leggero, si può mettere nello zainetto, si può trasportare e invece è uno strumento utile ma assolutamente pericoloso". Patella spiega che nel nostro codice non esistono regole per il suo utilizzo. "Esisteva un decreto ministeriale che imponeva una serie di sperimentazioni dalle quali poi trarre le regole. Poi nella legge finanziaria è stata introdotta una norma che li ha equiparati alle biciclette. Il che vuol dire che si può andare dovunque, tranne che in autostrada, senza patente, senza regole, senza casco. O meglio con alcune regole tipiche delle biciclette che normalmente anche i ciclisti non conoscono". Proprio per questo sarebbe importante che le regole venissero codificate: "c'è in ballo la modifica del Codice della strada; spero - ha proseguito Patella - che sia l'occasione giusta anche se purtroppo sono 7 anni che stiamo aspettando". "Ci sono due punti di vista che valgono in tutta la circolazione stradale: uno che è quello di chi guida il monopattino l'altro è quello degli altri utenti, che vanno dai pedoni che si sentono in questo momento minacciati agli automobilisti che probabilmente non li considerano". "Dal punto di vista di chi guida il monopattino, è un veicolo comodo che permette di raggiungere qualsiasi destinazione, però è un veicolo poco stabile con due rotelle piccole, non offre molte garanzie, anche il punto di appoggio è limitato; maneggevole in rettilineo ma meno quando si effettuano curve o spostamenti rapidi. Chi guida il monopattino deve fare molta attenzione ma soprattutto si deve proteggere". I corsi non sono obbligatori ma un minimo di attenzione è meglio averla: noi come autoscuole abbiamo debuttato a Sanremo con i primi corsi di pochi minuti, sull'educazione stradale: Abbiamo fatto vedere ai ragazzi come funziona, quali sono le dotazioni di sicurezza minime anche se non obbligatorie, un caschetto ci va bene, qualcosa di riffrangente per farsi vedere soprattutto nelle zone buie e poi, delle ginocchiere o dei paragomiti, anche se non obbligatori, perché è facile cadere o urtare ostacoli". "Al legislatore abbiamo fatto delle richieste, non solo sui monopattini. Una particolarmente curiosa riguarda moto e ciclomotori. In Italia c'è una situazione a cui non crede nessuno, con due norme nel codice che contrastano tra di loro. Per cui se un ragazzo vuole imparare ad andare in moto per sostenere l'esame o anche con il ciclomotore, a 14 anni, si deve esercitare in zone poco frequentate". L'esame invece, dice la norma, "lo deve fare guidando su qualsiasi tipo di strada in diverse condizioni di traffico. Se per esempio guida una moto Anche in autostrada. Come fa ad esercitarsi nel giardino di casa e poi sostenere l'esame in quella situazione?" "C'è un altro aspetto paradossale: dal gennaio di quest'anno alcune prestazioni di autoscuola sono state assoggettate ad Iva del 22%, ed in particolare la patente auto, patente B. L'Agenzia delle Entrate vorrebbe estenderlo anche alle patenti A e quella del ciclomotore. L'aspetto paradossale è che ad un ragazzino di 14 anni, da una parte si dice che si deve formare, deve spendere soldi e tempo lui e la famiglia, per la formazione, dovremmo incoraggiarla questa formazione e poi andiamo ad applicare questo 22% ingiustificato. E questo è assurdo" "La parola formazione nel Codice stradale non esiste, quindi va inserita. La formazione è il primo livello. Poi è chiaro che eistono le sanzioni, che devono essere applicate, esiste la punizione, il ritiro della patente, la revoca della patente per cose estremamente gravi: però se non partiamo con la formazione le pene da sole non servono", ha concluso Patella.

tag

Ti potrebbero interessare

La Svezia prepara prigione "confortevole" per i primi detenuti 13enni

Stoccolma, 17 mar. (askanews) - Pareti di un colore diverso, gruppi di detenuti più piccoli e più personale: questo carcere alla periferia settentrionale di Stoccolma è in fase di ristrutturazione per accogliere minori a partire dal primo luglio, data in cui dovrebbe entrare in vigore una riforma della giustizia minorile molto criticata che abbassa da 15 a 13 anni l'età della responsabilità penale per i reati gravi. La legge deve ancora essere approvata dal parlamento svedese, ma il carcere Rosersberg si sta adeguando per accogliere i piccoli carcerati, come spiega il suo direttore Gabriel Wessman:

"Rinchiudere le persone va contro la natura umana - afferma in un'intervista ad Afp - e quando sono giovani, è chiaro che la situazione può risultare ancora più difficile", sottolinea.

"Le stanze saranno da circa 10 metri quadri, ci sarà una tv, un letto e una scrivania", spiega, mostrando la struttura.

"Li svegliamo alle sette del mattino per la colazione, per prepararsi e così via. Poi la scuola inizia alle otto. Abbiamo diversi insegnanti che il servizio penitenziario ha assunto o sta assumendo per questo incarico, che si occuperanno del lavoro scolastico. È una normale scuola e i bambini saranno divisi in piccoli gruppi nelle aule, di sei persone".

"Questa è l'area in cui, se alcuni detenuti vengono minacciati da altri detenuti, o si comportano in modo violento, o qualcosa del genere, possiamo isolarli. Avremo quattro stanze di isolamento. Costruiremo un'area esterna con un soggiorno o una sala da pranzo per due delle stanze di isolamento e un'area scolastica, perché i minori dovranno andare a scuola anche se sono in isolamento".

Una porta grigia dividerà la zona adulti dai più giovani, spiega ancora il direttore nel suo tour. Non solo scuola, anche attività fisica:

"Una specie di palestra all'aperto, un tavolo da ping pong, più verde, magari degli angoli dove stare insieme".

Per il ministro della Giustizia svedese, Gunnar Strommer, "il modello finora in vigore si è dimostrato incapace di gestire i minori che commettono reati gravi. Oltre il 90% di coloro che hanno legami con le gang è recidivo, cifre spaventose, che riflettono un grave fallimento sociale e giuridico della nostra società".

Ma per Julia Hogberg, avvocata per i diritti dei minori presso l'associazione BRIS:

"La decisione di abbassare l'età della responsabilità penale comprometterà la credibilità della Svezia come Paese pioniere nella tutela dei diritti dei minori".

TMNews

Mattarella: non spettacolarizzare tragedie ma informare correttamente

Roma, 17 mar. (askanews) - "Tra tante difficoltà crescenti, tante insidie di false notizie diffuse anche sulla guerra in questo periodo, svolgete un compito di garanzia, informazione, libertà, di fondamentale sostegno alla vita democratica". Così il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, incontrando al Quirinale la redazione del Tg2, in occasione del cinquantesimo anniversario della nascita del telegiornale.

"Vorrei fare mio - ha aggiunto - l'augurio di Papa Leone che ieri vi ha rivolto e che ha ricordato" il direttore del Tg2 Antonio Preziosi: "Quello di raffigurare le tragedie che si intensificano in questo periodo non come raffigurazioni spettacolari ma come informazione che trasmette, come presentazione che informa, che trasmette una correttezza di notizie per le telespettatrici e i telespettatori. Questa è una condizione importante ed è quella che sostanzia il ruolo fondamentale che svolgete, come tutti i vostri colleghi della tv, della carta stampata e del web".

TMNews

Neffa è tornato a Milano con Club Tour 2026, live intimo

Milano 17 mar. (askanews) - Dopo il successo dello scorso novembre all'Unipol Forum, Neffa è tornato a Milano con una nuova tappa di Club Tour 2026 - Universo Neffa.

Quella di ieri sera all'Alcatraz è stata una serata speciale, che ha offerto una dimensione più intima e viscerale come quella dei club, in cui Neffa ha ripercorso tutta la sua discografia. Il live è stato un perfetto equilibrio tra i brani dell'ultimo album Canerandagio (Numero Uno / Sony Music Italy) e i classici intramontabili che hanno segnato la sua carriera. Il pubblico ha vibrato sulle note di La mia signorina e Prima di andare via, in un crescendo di emozioni che ha unito diverse generazioni.

A rendere l'evento ancora più indimenticabile è stata la presenza di grandi nomi della scena musicale, che hanno condiviso il palco con Neffa: Giuliano Palma, l'immancabile compagno di viaggio che è tornato al fianco del pioniere dell'hip hop e del soul italiano per una versione live di Aspettando il sole; Fabri Fibra, la leggenda del rap che ha scatenato la folla eseguendo FoglieMorte; MYSS KETA che, con la sua energia dirompente, ha condiviso il palco con Neffa e Fibra sulle note di Hype (nuoveindagini).

Il ritmo della serata è stato dettato anche dal fidato dj Double S, presenza costante fin dagli esordi, e da una band d'eccezione: dalla batteria di Paolo Muscovi, alle chitarre di Cesare Nolli, Christian Lavoro e Paolo Puddu Albano. A colorare i pezzi con quel tocco soul e funk inconfondibile le tastiere di Patrick Benifei e la corista Micol Toudai.

Il Club Tour 2026 prosegue con le ultime tappe a Bologna @ Estragon Club, il 23, 25, 26 marzo (tutte sold out), per poi concludere a Nonantola @ Vox Club il 27 marzo.

TMNews

Iran, i Guardiani mostrano le immagini dei missili lanciati

Milano, 17 mar. (askanews) - Le immagini diffuse dalla televisione di stato iraniana mostrano quella che viene definita la 58ma ondata dell'Operazione Promessa Onesta 4, condotta dai Guardiani della Rivoluzione, con il lancio di missili contro basi israeliane e statunitensi nel nord e nel centro dell'Iraq, nonché contro l'Arabia Saudita e la Quinta Flotta della Marina statunitense, di stanza in Bahrein. Il braccio ideologico delle forze armate iraniane ha dichiarato in un comunicato che l'operazione è stata condotta utilizzando "sistemi Khorramshahr di precisione e ultra-pesanti con testate da due tonnellate, missili Ghadr a testate multiple, sistemi Fattah e Kheibar-Shekan, sistemi a medio raggio Fateh e Qiam e droni distruttivi", aggiungendo che "è stata condotta con pieno successo a partire dall'alba di oggi".

TMNews