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La burocrazia del male: i documenti sulla persecuzione antisemita

sabato 25 gennaio 2020
2' di lettura

Milano, 22 gen. (askanews) - Hannah Arendt ci ha insegnato a riconoscere la banalità del male. Un concetto che trova evidenza (e in inglese "evidence" significa "prova") nella mostra "Storie restituite", che Intesa Sanpaolo nelle Gallerie d'Italia di Piazza Scala a Milano dedica ai documenti della persecuzione antisemita nell'archivio storico della banca. In quei faldoni, quei banali, appunto, documenti, passa tutto il dramma della Shoah, in una versione anti retorica e quindi molto più reale. "I documenti - ci ha detto Barbara Costa, dell'Archivio storico di Intesa Sanpaolo, curatrice della mostra - sono proprio lì a testimoniare, al di là delle fake news e al di là dei negazionisti, che questi fatti sono esistiti. E i documenti ci saranno, se saremo capaci di conservarli, anche dopo, quando purtroppo non ci saranno più i testimoni degli avvenimenti. Quindi il nostro lavoro è fatto per garantire che queste carte, che la memoria di questi avvenimenti, che la storia di questi avvenimenti sia conservata nei prossimi decenni". I documenti si riferiscono ai beni espropriati, confiscati e sequestrati in Lombardia ai cittadini di religione ebraica dall'Egeli, l'ente governativo che ebbe un ruolo chiave in questa spoliazione. E dunque qui il concetto di memoria, come ci ha confermato Gadi Luzzatto Voghera, direttore della Fondazione centro di documentazione ebraica contemporanea di Milano, assume una valenza tragica e concreta. "Non è solo memoria astratta - ci ha detto lo storico - è il ricordo e il ragionamento su quello che è accaduto, sulle dinamiche innescate dalla persecuzione anti ebraica per legge, eseguita da esecutori che non solo soltanto il cattivo nazista che fucila o impicca, ma è anche il piccolo funzionario che entra nella vita privata di una famiglia, di una persona, ne elenca i beni in maniera particolareggiatissima, per poi depredarli per conto dello Stato. Una ferita alla civiltà italiana, una documentazione che ci costringe a metterci di fronte alla nostra storia". Il percorso espositivo racconta anche sei storie particolari, sei casi che in qualche modo abbracciano le tante, troppe tipologie di una oppressione intollerabile. Un'operazione che è certamente culturale e documentativa, ma che non può non avere anche una valenza etica. "Qui - ci ha spiegato Michele Coppola, direttore Arte, Cultura e Beni storici di Intesa Sanpaolo - si riesce anche a dimostrare quanto sia attuale e importante un archivio, che in questo caso è un archivio di una banca, che proprio per la sua particolarità di impresa privata, dimostra come il suo archivio sia un archivio della nostra storia, della nostra memoria. Leggere la forza e la severità di un documento burocratico che affronta temi drammatici come quelli qui raccontati, credo sia un dovere per un'impresa privata, come è Intesa Sanpaolo, che si assume una responsabilità civile". La mostra che arriva poco prima del Giorno della Memoria, resta aperta al pubblico alle Gallerie d'Italia fino al 23 febbraio.

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Al via il format The Visionary Exchange

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Milano, 19 giu. (askanews) - È stata inaugurata la rinnovata Casa dello Studente "Leonardo da Vinci" del Politecnico di Milano, realizzata nel 1934 nel quartiere Città Studi, a pochi passi dalla sede storica dell'Ateneo, e rimessa a nuovo con un massiccio intervento di riqualificazione e ammodernamento. La scelta non è stata casuale, visto che in questo giorno l'ateneo si è issato all'87esimo posto nel QS World University Rankings.

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Ora che la riqualificazione è stata completata, grazie agli investimenti ministeriali e regionali, il Politecnico di Milano può vantare una Casa dello Studente all'avanguardia, aumentando ancor di più il prestigio e l'attrattività di un ateneo in costante crescita.

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"La decisione presa dal governo degli Emirati Arabi Uniti è molto buona e giunge in risposta ai crescenti rischi digitali globali e locali legati all'esposizione dei bambini ai pericoli" ha detto Hiyam Abdelhafiz, esperta di tecnologie informatiche. "Le aziende dovranno implementare strumenti di verifica dell'età e dell'identità molto più severi di quelli attualmente in vigore - ha spiegato - possono fare affidamento su documenti d'identità digitali o dati biometrici per verificare".

Anche Indonesia, Malesia, Turchia e diversi paesi europei hanno vietato l'uso dei social media da parte degli adolescenti, sebbene gli Emirati Arabi Uniti siano i primi nel mondo arabo. I divieti sono dettati da preoccupazioni relative alla salute mentale, cyberbullismo, dipendenze, al meno tempo dedicato dai ragazzi all'attività fisica, nonché dai possibili rischi che provengano dal web.

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