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Oscar, storico trionfo per il sudcoreano "Parasite": 4 statuette

martedì 11 febbraio 2020
2' di lettura

Roma, 10 feb. (askanews) - Il sudcoreano "Parasite" di Bong Joon-ho riscrive la storia degli Oscar. Per la prima volta vince la statuetta come miglior film un lavoro in lingua non inglese. Il premio, consegnato da una applauditissima Jane Fonda è andato a tutto il cast di questa commedia nera su povertà e lotta di classe, già vincitrice della Palma d'oro a Cannes, che ha conquistato anche la statuetta come miglior film internazionale, miglior regia e miglior sceneggiatura. Migliori attori protagonisti, come da previsione, Joaquin Phoenix per "Joker" e Renée Zellweger per la sua Judy Garland in "Judy". Laura Dern e Brad Pitt premiati come migliori attori non protagonisti. Pitt ha dedicato il suo primo Oscar da attore ai figli, mentre Phoenix ricevendo il premio ha voluto ricordare uno degli argomenti che più ha a cuore, l'ambiente. Sconfitto Martin Scorsese e il suo "The Irishman"; tre Oscar, tutti in ambito tecnico (fotografia, effetti speciali e sonoro) per "1917" di Sam Mendes, tra i favoriti alla vigilia. "C'era Una Volta a A Hollywood" di Tarantino ha vinto anche per la scenografia, la statuetta per la miglior sceneggiatura non originale è andata a "Jojo Rabbit" del neozelandese Taika Waititi. Elton John ha vinto invece per la miglior canzone "(I'm Gonna) Love Me Again" da "Rocketman", film sulla sua vita e per i costumi è stato premiato "Piccole donne". Alla cerimonia Spike Lee si è presentato con uno smoking viola e giallo in ricordo dello scomparso Kobe Bryant mentre la bella Natalie Portman ha indossato una cappa con i nomi di tutte le registe escluse anche questa volta dall'Academy. (CREDIT: courtesy of A.M.P.A.S 2020)

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

Zelensky ha ringraziato il Regno Unito e sottolineato la necessità di non dimenticare "gli sforzi diplomatici e i negoziati in corso, e la situazione attuale con gli americani e con i russi", aggiungendo che nel corso dell'incontro avrebbero discusso anche della guerra in Iran, che a suo dire sta avendo una "grande influenza" sull'Ucraina e sull'Europa.

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