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"Herzog incontra Gorbaciov", il racconto emozionante di una vita

sabato 11 gennaio 2020
2' di lettura

Roma 10 gen. (askanews) - "Herzog incontra Gorbaciov" è il racconto in prima persona di un grande leader e della sua rivoluzione, e allo stesso tempo l'emozionante confessione di un uomo anziano ma ancora lucidissimo, con i suoi ricordi, i suoi rimpianti, i suoi sogni. Il documentario diretto dal regista tedesco, nei cinema italiani dal 19 al 22 gennaio, ripercorre attraverso un dialogo ironico e profondo con Gorbaciov, i filmati di repertorio, le interviste a personaggi come George Shultz e Margareth Thatcher, la storia umana e politica dell'uomo che nacque in un piccolo villaggio rurale e divenne, grazie alla sua intelligenza e alla sua visione, prima segretario del Partito comunista e poi Presidente dell'Unione sovietica. Gorbaciov fu il primo leader dell'Unione Sovietica a studiare e attuare riforme per ridare il via all'economia, a confrontarsi con i leader stranieri per promuovere una distenzione fra i due blocchi, a dare l'impulso al disarmo nucleare. La tragedia di Chernobyl, nell'86, secondo Herzog fu per lui uno spartiacque: da quel momento il suo impegno per la riduzione degli arsenali nucleari divenne prioritario, fino al trattato firmato a Washington con Reagan nel 1987. E proprio questo sembra il grande cruccio di questo protagonista della politica del '900: a 88 anni assiste ad una nuova corsa al nucleare e rimpiange di non essere riuscito ad attuare la sua idea di "grande Europa". Con grande umanità, lucidità, pathos ripensa a ciò che avrebbe potuto fare se non avesse rassegnato le dimissioni dopo l'ascesa di Elstin, e si commuove al ricordo della sua adorata Raissa, la donna con cui condivise ogni momento della sua straordinaria vita.

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In anteprima il video "Commedia americana" di Maurizio Pirovano

Milano, 30 mag. (askanews) - In anteprima il video del singolo "Commedia americana" di Maurizio Pirovano, brano anticipa il nuovo album "Fiori dal deserto", suo settimo album.

"Fiori dal Deserto" raccoglie frammenti di tempo come fotografie bruciate dal sole di un'epoca inquieta. È un disco che racconta un presente fragile e nervoso, sospeso tra dimensione individuale e destino collettivo, dove ogni giorno sembra consumarsi in uno stato di perenne emergenza.

"Commedia americana" racconta, con autenticità e senza filtri, una storia in cui il protagonista rifiuta l'idea che il fuoco della passione possa trasformarsi in abitudine, che la dimensione più viscerale dell'amore venga addomesticata fino a diventare routine. È una presa di posizione emotiva, una dichiarazione di resistenza contro l'appiattimento dei sentimenti.

Dal punto di vista musicale -spiega l'artista- "Commedia americana" è l'episodio più rock dell'album: la chitarra, protagonista assoluta, guida il pezzo con un suono deciso e graffiante, mentre la batteria incalza con un ritmo serrato che sostiene un testo forte, diretto, necessario. L'energia sonora amplifica il messaggio di una relazione che deve essere complementare, vitale, capace di far crescere entrambi. Quando questo equilibrio si spezza, ciò che rimane è il logorio, un lento smarrimento dell'identità.

Il videoclip che accompagna il singolo, firmato dal regista Luca Marcello Adami, che ne cura anche la produzione, ne amplifica la potenza espressiva attraverso una fotografia e un montaggio che dialogano con la stessa intensità della musica. Il risultato è un racconto visivo coerente e vibrante, capace di sostenere una voce che, in questo nuovo lavoro, si rivela più matura, consapevole e profondamente autentica.

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Evento Consiglio regionale Lazio, "Alzheimer e nuove terapie"

Roma, 29 mag. (askanews) - Alla sede del Consiglio Regionale del Lazio si è tenuta la tavola rotonda "Alzheimer e nuove terapie", promossa dal Consigliere Regionale Roberta Della Casa. Tema dell'incontro l'Alzheimer, evidenziando l'importanza della diagnosi precoce, ma anche di una rete integrata che possa coinvolgere tutti gli attori: dai clinici agli addetti ai lavori, ma anche le associazioni di pazienti e società scientifiche.

L'intervista a Roberta Della Casa, Consigliere Regionale: "È emersa la voglia di curare e di prendere in carico il paziente a 360°. In alcuni casi mancano i mezzi, in altri manca l'organizzazione. Ho proposto a tutti quanti di lavorare insieme per costruire quella che potrebbe essere un'organizzazione ottimale che ci consentirebbe di raggiungere risultati migliori nei confronti dei pazienti, sopratutto nell'immediato e di fare una programmazione anche per investimenti di risorse sul medio-lungo periodo sicuramente più oculata. Quindi io sono a disposizione, questo tavolo deve essere qualcosa di pratico e che porta al risultato."

Proprio nel campo dell'innovazione, il settore si prepara all'arrivo dei nuovi farmaci disease modifying, già in uso in alcune regioni italiane, tra cui il Lazio con alcuni centri. Inoltre, dal dialogo, è emersa l'importanza dell'innovazione in diagnostica con l'arrivo dei test per biomarcatori, con l'auspicio che il loro utilizzo diventi sempre più accessibile e capillare.

Nuovamente Roberta Della Casa, Consigliera Regionale: "C'è tanta innovazione sia in campo di diagnostica che in campo terapeutico. Io penso che nonostante l'innovazione spesso abbia un costo importante, le istituzioni debbano comunque investire. Investire in ricerca e in terapie che possano migliorare la vita dei pazienti e anche in diagnostica che possa dare delle risposte sempre quanto più precise. Questo è un processo di crescita che non possiamo fermare. Ovviamente dobbiamo fare i conti con quello che abbiamo nella cassa delle pubbliche amministrazioni però possiamo ragionare insieme ai clinici su come valorizzare le risorse a disposizione in favore dei pazienti. L'innovazione non può essere fermata e il futuro dipende da ciascuno di noi."

Accorciare i tempi clinici e definire una rete per la presa in carico dei pazienti con una diagnosi precoce di Alzheimer, con chiari ruoli e responsabilità, su tutto il territorio regionale. Sono queste la priorità della cabina medica, che adesso si trova di fronte ad una grando opportunità: grazie alle risorse disponibili, e al possibile rifinanziamento del Fondo Alzheimer, si può dare un impulso concreto al trattamento della patologia e alla diagnosi precoce, per assicurare un miglioramento della qualità di vita delle persone affette da Alzheimer.

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Teatro Stabile di Torino: "Produzione e internazionalizzazione"

Torino, 29 mag. (askanews) - Una stagione, la settantunesima, all'insegna della produzioni, delle collaborazioni e dello sguardo rivolto anche al mondo. Il Teatro Stabile di Torino ha presentato il proprio 2026-27 che parte da una parola chiave: "Elisir", intesa come racconto del potere del teatro di trasformare questo tempo in gioco, stupore, ironia. "Portiamo 94 titoli tra quello che faremo in sede e quello che faremo in tournée - ha detto ad askanews Alessandro Bianchi, presidente della Fondazione Teatro Stabile di Torino - e di questo ci tengo a dire 21 tra produzione e coproduzione. Lo dico perché produrre per il teatro significa fare nuovo teatro, dare spazio ai drammaturghi, dare spazio ai nuovi registi e a nuovi attori. Il teatro ha bisogno, così come tutta la cultura, di produrre, altrimenti continua a ripetersi. L'altro lato molto importante di questa stagione è l'internazionalizzazione: noi abbiamo tournée che girano tutto il mondo: ne cito soltanto una, il monologo di Matthias Martelli su Dario Fo, che ci consentirà di andare dal Sud America alla Cina e in ottimi teatri europei".

A guidare il progetto produttivo'è il nucleo artistico del teatro che ora, accanto al direttore artistico Valerio Binasco e al direttore artistico junior Diego Pleuteri, vede la presenza anche di Leonardo Lidi come vicedirettore artistico. A loro si affiancano Anna Cremonini, direttrice artistica di Torinodanza, con Kriszta Székely e Silvia Gribaudi nel ruolo di artiste associate. E anche l'immagine guida scelta per "Elisir" esprime un modo di pensare il teatro. "Cosa vuol dire travestirsi? - ha aggiunto il presidente - Vuol dire non solo l'artista che sale sul palco e cambia il proprio aspetto, ma anche in un teatro di ricerca lo spettatore che entra in un modo ed esce in un altro, cioè più ricco, perché no, anche più responsabile rispetto a quello che succede nel mondo".

E proprio la posizione dell'idea di teatro nel mondo è il punto da cui, in fondo, tutto parte. "Abbiamo dato per morto il teatro molte volte - ha concluso Bianchi -: quando è nato il cinema, quando sono nate le piattaforme, in parte quando c'è stato il Covid, ma in realtà noi andiamo controtendenza. Il teatro vivrà probabilmente per sempre, la dimostrazione sono i numeri 172mila biglietti venduti nell'ultima nostra stagione, la settantesima".

Oltre alla programmazione per il palcoscenico, la stagione si articola poi in una proposta di attività e iniziative sul filone della sostenibilità, dell'accessibilità e della partecipazione del pubblico.

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Romania, Putin: serve un'indagine per capire provenienza del drone

Roma, 29 mag. (askanews) - Il presidente russo Vladimir Putin ha dichiarato che sarà possibile stabilire le responsabilità di quanto avvenuto in Romania solo dopo un'indagine approfondita e completa.

"Nessuno può dire quale sia l'origine di un determinato velivolo finché non viene effettuata un'analisi tecnica del mezzo. Sappiamo infatti che droni ucraini sono entrati anche in Finlandia", ha affermato Putin in una conferenza stampa ad Astana, osservando che "droni ucraini sono entrati anche in alcuni Paesi baltici".

"La prima reazione è stata esattamente la stessa di quella che vediamo ora in Romania: 'allarme, arrivano i russi, i russi attaccano'. Poi, dopo poco tempo, si è scoperto che non avevano nulla a che fare con velivoli russi, ma erano droni di origine ucraina che avevano perso la rotta", ha spiegato il presidente russo.

Putin ha proposto che i frammenti del drone vengano consegnati alla Russia: "Ce li consegnino e faremo un'indagine obiettiva", ha concluso.

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