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Macron: ho conosciuto mia moglie grazie ad Eduardo de Filippo

sabato 9 marzo 2019
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Roma, 4 mar. (askanews) - La passione per l'Italia di Emmanuel Macron passa anche da un aneddoto romantico. È lo stesso Presidente della Repubblica francese a raccontare a Che tempo che fa di Fabio Fazio su Rai1 che proprio grazie ad Eduardo De Filippo ha conosciuto sua moglie: "È un autore per me particolare perché ho incontrato mia moglie con Eduardo. Stavo recitando ne 'l'Arte della commedia' - non è certo la sua pièce più napoletana - ma è una bella pièce teatrale, l'ho adattata quando ero al liceo, all'università ed è in questa occasione che ho incontrato mia moglie... quindi Eduardo De Filippo ha un posto speciale nel mio cuore - ha raccontato Macron che poi su Napoli ha continuato - poi c'è un altra Italia, che ho scoperto più tardi, perché l'ho sognata a lungo: penso a Napoli, una città che per me ha un posto particolare. Stendhal diceva che ci sono due capitali in Europa: Parigi e Napoli, e avevo letto quello che Schifano aveva scritto. Napoli è per me una città veramente particolare, l'ho visitata più volte e mi è molto cara". Link attivo www.raiplay.it, dove sono presenti le puntate del programma.

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Iran, Merz: Usa non ci hanno consultato, avremmo sconsigliato attacco

Berlino, 18 mar. (askanews) - "Ad oggi non esiste un piano convincente per il successo di questa operazione. Washington non ci ha consultato e non ha ritenuto necessario l'aiuto europeo. Signore e signori, avremmo sconsigliato di proseguire su questa linea d'azione, così come è stata condotta finora. Pertanto, abbiamo dichiarato che, finché la guerra continuerà, non vi parteciperemo": lo ha dichiarato in cancelliere tedesco, Friedrich Merz, nel corso di un intervento al Bundestag.

"Non vogliamo, cari colleghi e colleghe, che questa guerra diventi un peso per la partnership transatlantica. Vogliamo e abbiamo bisogno di questo partenariato, ed è per questo che parliamo con Washington a tutti i livelli", ha aggiunto Merz.

"L'Europa ha interesse a una rapida fine della guerra, un'ulteriore escalation regionale o alla disgregazione dello Stato iraniano - uno scenario, del resto, simile a quello che abbiamo visto in Libia, Iraq e altri paesi della regione - questo causerebbe danni ingenti e comprometterebbe gravemente la nostra sicurezza", ha sottolineato il leader conservatore.

"Ciò avrebbe conseguenze negative per il nostro approvvigionamento energetico e potrebbe anche innescare massicci flussi migratori. Pertanto, stiamo lavorando per un ordine di pace e sicurezza regionale in cui né Israele né gli altri partner siano minacciati e in cui Teheran abbandoni le sue ambizioni nucleari così come la sua campagna terroristica globale", ha concluso.

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Venezuela in festa per il trionfo nel World Baseball Classic

Caracas, 18 mar. (askanews) - I venezuelani scendono in piazza a Caracas per festeggiare la vittoria a sorpresa per 3-2 contro gli Stati Uniti, che consegna al Paese il suo primo World Baseball Classic. Il successo è arrivato nella finale giocata a Miami con il punto decisivo segnato nel nono inning da Eugenio Suàrez. In Venezuela, la festa sportiva si intreccia con un clima politico molto teso tra Caracas e Washington.

"Questa è un'emozione di tutti i venezuelani - dice Marley Calderon - come un regalo che la squadra del Venezuela fa a tutti noi, a tutti quelli che vivono qui ogni giorno. È una grande emozione, di tutti, di tutti i venezuelani, di quelli che si trovano in tutto il mondo. Tutti i nostri connazionali che vivono all'estero stanno festeggiando questa festa della squadra del Venezuela. Amo il Venezuela. Viva il Venezuela, il Paese più bello del mondo".

"Con fiducia e credendo in Dio, sapendo che avremmo fatto meglio, oggi stiamo mostrando al mondo che quello che ci hanno fatto il 3 gennaio ci rende ancora più vittoriosi - dice Gerardo Oliviera - In Venezuela non vogliamo rancori. Lo dimostriamo sul campo: siamo più di un popolo sovrano, siamo un popolo fatto di persone di valore. E qui lo stiamo dimostrando sul terreno di gioco".

Per Geraldin Cova, "l'accoglienza dei venezuelani negli Stati Uniti è stata straordinaria. Grazie a Dio tutti sono andati a sostenere la squadra. E tutte le partite, non solo questa, tutte quelle giocate dal Venezuela, hanno avuto un'accoglienza e un'energia magiche, straordinarie. Grazie a tutti i venezuelani che, vivendo lì, hanno potuto vivere tutto questo da vicino. Noi siamo rimasti dietro allo schermo, ma abbiamo la stessa identica energia".

TMNews

Rutte (Nato): alleati discutono su modo migliore per riaprire Hormuz

Roma, 18 mar. (askanews) - Gli alleati della Nato stanno lavorando insieme per trovare il modo migliore per riaprire alla navigazione lo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il Segretario Generale della Nato Mark Rutte, durante una conferenza stampa con il ministro della Difesa della Norvegia, Tore O. Sandvik, e il ministro degli Esteri della Norvegia, Espen Barth Eide.

"Per quanto riguarda lo Stretto di Hormuz, sono stato in contatto con molti alleati. Siamo tutti d'accordo, ovviamente, sul fatto che lo Stretto debba essere riaperto, e so che gli alleati stanno lavorando insieme per discutere su come farlo, su quale sia il modo migliore per farlo. Stanno lavorando collettivamente per trovare una soluzione".

"Per quanto riguarda l'Iran e il rischio che si doti di capacità nucleari o missilistiche balistiche - ha aggiunto Rutte - come Nato abbiamo sempre affermato collettivamente che ciò non può accadere, quindi è fondamentale che le sue capacità missilistiche balistiche e nucleari vengano gravemente indebolite".

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Zelensky a Madrid, Sanchez: "Niente può farci dimenticare l'Ucraina"

Madrid, 18 mar. (askanews) - "Vorrei dirti, caro Volodymyr, che questo incontro ha un significato molto speciale per il momento e il contesto in cui si svolge. Non possiamo negare che oggi la crisi in Medio Oriente monopolizzi in gran parte il dibattito globale, domini tutti i titoli dei giornali e catturi l'attenzione di tutti. Ed è proprio per questo motivo che desidero dirti, presidente, e desidero anche dire al governo dell'Ucraina e alla società ucraina, che nulla e nessuno ci farà dimenticare ciò che sta accadendo in Ucraina e che manterremo il nostro sostegno al popolo ucraino con la stessa intensità del primo giorno": lo ha dichiarato il primo ministro spagnolo Pedro Sanchez, in conferenza stampa congiunta con il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, in visita a Madrid, terza tappa del suo tour diplomatico europeo dopo Parigi, la settimana scorsa, e Londra martedì.

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