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Migliaia di studenti in piazza ad Algeri contro Bouteflika

sabato 9 marzo 2019
2' di lettura

Algeri, 5 mar. (askanews) - Non si ferma la protesta in Algeria contro la candidatura del presidente Abdelaziz Bouteflika per un quinto mandato, alle elezioni in programma il prossimo 18 aprile. Migliaia di studenti si sono riversati nel centro di Algeri, scandendo 'Ehi Bouteflika, non ci sarà un quinto mandato'". La candidatura di Bouteflika, in Svizzera per cure mediche, è stata depositata il 3 marzo dal suo direttore della campagna elettorale, Abdelghani Zaalane. A fronte delle proteste delle scorse settimane, il presidente si è impegnato, in caso di vittoria alle urne il prossimo aprile, a indire "elezioni presidenziali anticipate" a cui non sarà candidato. Sarah, studentessa all'Università di Bab Ezzouar: "Siamo stanchi, il popolo è stanco. La maggior parte di noi non ha conosciuto altro che questo presidente. È il momento di cambiare le cose". Sami, studente all'Università di Dely Brahim: "Ne abbiamo abbastanza. Sono al potere da vent'anni, abbiamo chiuso gli occhi per troppo tempo, siamo stati troppo passivi. È tempo che il popolo si risvegli. Gli studenti sono coscienti, la nostra gioventù è consapevole di ciò che fa. Non facciamo tutto questo per niente, e anche se decidessero di non ascoltarci, e non cambierà nulla, noi continueremo, passo dopo passo, finché tutto il potere cambi, e questo processo sarà pacifico, non ci saranno danni, niente di tutto questo. Siamo studenti all'Università di Algeri, ci siamo tutti riuniti qui per mostrare e chiarire al potere che non accettiamo il quinto mandato di Bouteflika, non solo lui ma tutto il sistema".

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Starmer ha dichiarato: "La nostra determinazione è incrollabile. Penso sia molto importante chiarire che il focus deve rimanere sull'Ucraina. Ovviamente c'è un conflitto in corso in Iran, in Medio Oriente, ma non possiamo perdere di vista ciò che sta accadendo in Ucraina e l'importanza del nostro sostegno. Putin non può essere colui che trae vantaggio da un conflitto in Iran, sia per i prezzi del petrolio sia per la sospensione delle sanzioni".

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