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Immigrazione clandestina, 3.000 euro a tratta: 14 fermi a Palermo

sabato 19 gennaio 2019
1' di lettura

Roma, (askanews) - Sfruttamento dell'immigrazione clandestina, contrabbando di tabacchi lavorati, fittizia intestazione di beni e attività economiche. Incastrato un gruppo criminale, composto da italiani e stranieri e disposti 14 fermi a Palermo. Operazione della Guardia di Finanza che ha bloccato i soggetti al porto di Palermo, agli ormeggi per l'imbarco su motonavi in partenza per la Tunisia, pronti a esportare illecitamente denaro contante per oltre 30mila euro. La banda reclutava migranti clandestini chiedendo per la traversata fino a 3mila euro per tratta. E utilizzava gommoni carenati, dotati di potenti motori fuoribordo, con i quali era in grado di coprire il tratto di mare che separa le due sponde del Mediterraneo in poche ore, trasportando, per ciascuna traversata compiuta, dai 10 ai 15 migranti clandestini e tabacco lavorato, che raggiungeva in alcuni casi il peso di qualche quintale. Dalle indagini è emerso il lavoro criminale del tunisino Moncer Fadhel, alias Giovanni, riconosciuto anche per la folta barba nera, a capo della banda criminale che operava in Italia e in Tunisia. Disposti i sigilli a tre aziende operanti nel trapanese e riconducibili al capo dell'organizzazione criminale (un noto ristorante, un cantiere nautico e una azienda agricola, oggetto di reimpiego degli illeciti guadagni), e diversi immobili e mezzi navali/terrestri, oltre a tre milioni di euro.

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"Ci saranno delle modifiche a partire dalla metà del 2026, in cui sono state ridotte le quote di importazione del 50%, e un aumento dei dazi a partire dal 25% al 50%. Questo sicuramente comporterà una riduzione del materiale importato".

Accanto alle misure di salvaguardia, dal 2026 entrerà in vigore anche il CBAM, la nuova normativa europea che regola l'importazione di acciaio extra UE e che richiederà un'autorizzazione specifica per poter sdoganare i materiali coinvolti, un requisito che Steel ha già ottenuto per garantire continuità operativa ai propri clienti.

"Dal 1° gennaio 2026 è entrata in vigore la normativa CBAM per le emissioni di CO2 sul materiale importato dai paesi extra UE, - prosegue Greta Gatti - ci sarà la parte di compensazione sul costo della materia prima che non è ancora ben determinata dalla normativa europea. Steel Spa ha iniziato a effettuare le dichiarazioni trimestrali CBAM dall'ultimo trimestre del 2023".

Adeguarsi al CBAM richiede competenze specifiche e aggiornamento continuo: per questo Steel Spa è in grado di offrire alle imprese un supporto operativo concreto: "Abbiamo internamente una struttura che consente di seguire tutte le nuove normative europee correlate al CBAM e un ufficio esterno che ci aiuta nella consultazione e nella compilazione delle dichiarazioni. Steel Spa può dare informazioni al cliente sulla nuova normativa e sui nuovi aggiornamenti e sulla compilazione e sui pagamenti dei nuovi certificati CO2 che verranno emessi" afferma l'amministratore delegato.

Mentre le aziende si attrezzano per affrontare i nuovi obblighi normativi, all'orizzonte si profilano anche cambiamenti sul fronte dei prezzi: "Nel 2026 ci aspettiamo un aumento dei prezzi in tutti i settori siderurgici: negli ultimi due anni c'è stato un calo importante sul prezzo dell'acciaio, quindi prevediamo comunque un aumento graduale che dovrà soprattutto realizzarsi dal secondo semestre del 2026".

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"Poi stiamo aiutando le partenze dal Bahrein e dal Qatar verso Riad, perché l'aeroporto è aperto e ci sono voli in partenza per l'Italia", ha sottolineato. "Stiamo lavorando anche per assistere i passeggeri italiani bloccati alle Maldive, stiamo favorendo l'arrivo di aerei che possono poi riportarli in Italia", ha concluso.

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