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Clima, gender, migrazioni, lavoro: torna Internazionale a Ferrara

sabato 21 settembre 2019
3' di lettura

Roma, 17 set. (askanews) - Tre giorni per confrontarsi sul mondo in cui viviamo, attraverso molte forme di informazione diverse. A inizio ottobre torna il festival Internazionale a Ferrara, che per la 13esima volta porta nella città emiliana giornalisti da tutto il mondo: nello specifico per l'edizione 2019 saranno rappresentati 38 Paesi e 5 continenti, per un totale di 122 incontri e 250 ospiti. A introdurre l'evento il direttore di Internazionale, Giovanni De Mauro. "Il festival - ha spiegato ad askanews - è proprio pensato in questo modo per i suoi tre giorni: c'è la grande attualità che lo attraversa, ma anche le questioni di fondo, quest'anno sarà l'emergenza climatica, ma anche le questioni di genere". Il tema del clima, in particolare, ritorna anche nel logo del 2019, nel quale il mondo manifesta per salvare se stesso. Ed è inevitabile chiedere a De Mauro quale dev'essere il ruolo dell'informazione e della cultura nell'affrontare questo cruciale argomento. "Deve essere - ci ha risposto il direttore di Internazionale - quello di raccontare quello che succede con la maggiore precisione e attenzione possibile, senza relegare le questioni legate all'emergenza climatica nelle ultime pagine dei giornali, soprattutto di farne una questione di fondo, come nei fatti è, insomma". Tra tavole rotonde, workshop, reading, concerti, la tre giorni ferrarese affronterà anche altre tematiche calde, come il gender, i migranti, il lavoro, la politica, la tecnologia. Ma anche le sfida di fare informazione in un mondo in rapidissima evoluzione. "Noi - ci ha detto Chiara Nielsen, direttrice del festival - iniziamo a lavorare verso la fine dell'anno precedente, cominciamo a chiederci quali siano le tendenze generali del mondo e, puntualmente, ci troviamo spiazzati dalla realtà. Lo abbiamo fatto con la Brexit prima e con le elezioni di Trump dopo e adesso nuovamente con l'Italia. Chi avrebbe mai detto due mesi fa quello che è accaduto nel nostro Paese. Eravamo totalmente in una ottica di bilancio". Altro aspetto chiave per capire lo spirito di Internazionale a Ferrara è quello della ricchezza e varietà dell'offerta. "Vorremmo far capire - ha aggiunto Chiara Nielsen - che si può parlare e informare sul mondo in tanti modi differenti. Certo il giornalismo è quello che conosciamo e pratichiamo, ma la letteratura è un altro modo di parlare del mondo. La musica può esserlo, quest'anno avremo questa band di musicisti per i diritti umani che si interrogano su come già fare musica è l'esercizio di alcuni diritti che neppure pensiamo: il diritto di trovarsi tutti insieme, di fare musica tutti insieme, il diritto di farsi ascoltare". Frequentato ogni anno anche da molti giovani, il festival di Ferrara serve anche, in questo momento storico del nostro Paese, a ricordare che fuori c'è un mondo con il quale non ha senso rifiutare di confrontarsi, per quanto lontano possa apparire da noi. "Io credo - ha concluso Giovanni De Mauro - che i ragazzi e le ragazze di oggi hanno molto più presente rispetto agli adulti di oggi la profonda impossibilità dello sconnettere e scollegare quello che viviamo noi oggi da quello che si vive nel resto del pianeta". L'appuntamento con Internazionale a Ferrara è quindi è fissato dal 4 al 6 ottobre, sotto lo sguardo sempre incandescente del Savonarola.

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