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Gdf Trento: 19 arresti per traffico internazionale di droga

sabato 21 settembre 2019
1' di lettura

Trento, 19 set. (askanews) - Diciannove narcotrafficanti arrestati, altre 60 persone indagate, oltre una tonnellata di hashish e due chili di cocaina sequestrati e sigilli a 5 automezzi utilizzati per il trasporto della droga. E' il bilancio di una maxi operazione internazionale antidroga della Guardia di Finanza di Trento in diverse regioni italiane e in Olanda e Spagna. L'operazione, avviata a marzo 2016 con un sequestro di stupefacenti nei confronti di un gruppo di pusher maghrebini in Trentino Alto Adige, sono state dirette dalla locale Procura Distrettuale - Dda e condotte dalle unità speciali antidroga del Gico (Gruppo di Investigazione sulla Criminalità Organizzata) in forza al Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria della Guardia di Finanza di Trento. La rete di narcotraffico si estendeva dal Marocco, passando per la Spagna e la Svizzera fino ad arrivare in Italia. Due i gruppi criminali coinvolti che erano composti, prevalentemente, da persone di origine maghrebina ed italiana in Trentino-Alto Adige, Lombardia, Basilicata, Campania e Puglia, e che si spartivano i locali mercati dello spaccio. Tra gli arrestati, anche un 40enne affiliato ad un clan camorristico di Torre Annunziata. Lo droga sequestrata, una volta venduta al dettaglio, avrebbe garantito alle due associazioni di narcotrafficanti introiti per oltre 70 milioni di euro.

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Trump attacca ex direttore Fbi Comey: "È un poliziotto corrotto"

Washington, 30 apr. (askanews) - Nello Studio Ovale, accanto agli astronauti della missione Artemis II, Donald Trump ha attaccato l'ex direttore dell'Fbi James Comey, incriminato per un post su Instagram con conchiglie disposte a formare il numero "8647", interpretato come una minaccia al presidente. Trump ha definito Comey "un poliziotto corrotto" e ha detto che il numero "86", nel gergo della criminalità, significa "uccidilo".

"Persone come Comey hanno creato un pericolo enorme, credo, per i politici e per altri. Comey, sa, è un poliziotto corrotto. È un poliziotto molto corrotto. Ha imbrogliato sulle elezioni. Ha cercato di aiutare Hillary Clinton, come sapete. Ha lasciato cadere molte cose che avrebbe dovuto portare avanti. Io non ero coinvolto, ma lui avrebbe dovuto portarle avanti. No, è un poliziotto corrotto. È un uomo disonesto".

Alla domanda se il post Instagram con le conchiglie disposte a formare "8647", per il quale l'ex direttore dell'Fbi James Comey è stato incriminato, abbia messo in pericolo la sua vita o costituisse una minaccia, Trump ha replicato: "Beh, chiunque sappia qualcosa di criminalità sa che cosa significa '86'. Sapete che cos'è 86? È un termine della mafia per dire uccidetelo, sapete. Avete presente i film? 'Fatelo fuori', dice il mafioso a uno dei suoi splendidi soci. 'Fatelo fuori', vuol dire uccidetelo".

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Pentagono: guerra in Iran costata 25 finora miliardi

Washington, 29 apr. (askanews) - La guerra contro l'Iran è costata finora agli Stati Uniti circa 25 miliardi di dollari. È la prima stima fornita dal Pentagono dall'inizio del conflitto, emersa durante un'audizione alla commissione Forze armate della Camera. Il democratico Adam Smith ha chiesto conto dei costi dell'operazione e della scelta di intervenire militarmente. Il segretario alla Difesa Pete Hegseth ha difeso l'intervento e ha attaccato le critiche arrivate dal Congresso.

Adam Smith, deputato democratico: "Non abbiamo ancora ricevuto dal Pentagono i costi della guerra. Quindi, per il verbale, vorremmo averli il prima possibile. Certamente le munizioni impiegate, ma è stato poco segnalato anche che abbiamo avuto una quantità significativa di equipaggiamenti distrutti, compresi due C-130 durante il salvataggio dei nostri aviatori abbattuti. Avete quindi una stima dei costi in arrivo a breve, oppure una richiesta specifica di fondi supplementari?".

Jules Hurst, sottosegretario alla Difesa: "Grazie per la domanda. A oggi stiamo spendendo circa 25 miliardi di dollari per l'operazione Epic Fury. La maggior parte riguarda le munizioni. Una parte, ovviamente, riguarda operazioni e manutenzione e la sostituzione degli equipaggiamenti. Formuleremo, attraverso la Casa Bianca, una richiesta supplementare che sarà trasmessa al Congresso una volta completata la valutazione del costo del conflitto".

Adam Smith: "Quindi sta dicendo che il costo totale, a questo punto, è di 25 miliardi di dollari?".

Jules Hurst: "Sì, questa è la nostra stima del costo".

Pete Hegseth, segretario alla Difesa: "La sfida più grande, l'avversario più grande che abbiamo davanti in questo momento, sono le parole sconsiderate, inconsistenti e disfattiste dei democratici al Congresso e di alcuni repubblicani. Dopo due mesi, lo ricordo, due mesi di conflitto, dopo due mesi di una battaglia esistenziale per la sicurezza del popolo americano. L'Iran non può avere una bomba nucleare. Siamo orgogliosi di questa operazione. Sono orgoglioso che il presidente Trump abbia avuto il coraggio di farla, e non vedo l'ora di dirvi di più su ciò che le nostre truppe hanno realizzato".

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Ucraina, Trump: "Con Putin colloquio molto buono"

Washington, 29 apr. (askanews) - Donald Trump ha detto di avere avuto un "colloquio molto buono" con Vladimir Putin. Il presidente americano, parlando ai giornalisti a Washington, ha spiegato che la conversazione con il leader russo ha riguardato soprattutto la guerra in Ucraina, con un breve passaggio anche sull'Iran. Il Cremlino, invece, ha riferito che i due presidenti hanno dedicato particolare attenzione alla situazione in Iran e nel Golfo Persico. Secondo Trump, una soluzione sul conflitto ucraino potrebbe arrivare "abbastanza rapidamente".

"Non ho parlato dello spazio, no, ho parlato dell'Ucraina - ha detto Trump -. E ho parlato un po' dell'Iran. Ho parlato di alcuni argomenti diversi, soprattutto dell'Ucraina, e abbiamo avuto una conversazione molto buona. Penso che arriveremo a una soluzione abbastanza rapidamente, spero".

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Centrosinistra, Salis: spero che Azione apra a dialogo

Genova, 29 apr. (askanews) - "E' un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

"Devo dire - ha aggiunto Salis - che non è mai mancato l'appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l'appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un'assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo".

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: "Io sono per l'unione, sono per l'unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme".

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