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Progetto di chef Cuttaia per filiera sostenibile nel Mediterraneo

sabato 21 settembre 2019
2' di lettura

Milano, 19 set. (askanews) - "Nnumari", che in siciliano significa "nel mare", è il nome di un progetto dedicato alla sostenibilità della filiera agroalimentare nel Mediterraneo, da sempre luogo di incontro, contaminazione e integrazione. Ideato dallo chef Pino Cuttaia (due stelle Michelin con il suo ristorante "La Madia"), "Nnumari" avrà il suo clou dal 2 al 4 ottobre prossimi quando a Licata si ritroveranno cuochi, economisti, pescatori, artigiani, allevatori, giornalisti, artigiani, imprenditori e artisti per confrontarsi sulle esperienze e i problemi che accomunano i popoli che si affacciano sul Mediterraneo, con l'obiettivo di costruire modelli di sviluppo sociali e ambientali replicabili e condivisi. "Il rischio che corre la filiera è l'interruzione di questo know how, di questo sapere, dove se la filiera non viene sostenuta vanno via secoli di storia e allora il cuoco oggi si mette in prima fila ma proprio perché è un punto d'incontro tra tanti saperi e se ognuno di noi, nel proprio piccolo, nel proprio sapere, mette un contributo a questo, diventa un sostegno per il nostro pianeta e per il nostro territorio" ha spiegato Cuttaia, aggiungendo che "se queste terre vengono abbandonate perdiamo i colori, perdiamo la vita, perdiamo la tradizione e soprattutto perdiamo la parte nutrizionale che è fondamentale". "Ovviamente il mare unisce i popoli come il cibo unisce" ha continuato il 52enne chef siciliano, spiegando che "il cuoco è la mamma contemporanea che vuole nutrire bene i propri figli, i propri clienti". Nei "talk", nelle "masterclass" e nei dibattiti ma anche durante le colazioni e le visite ai monumenti della zona che scandiranno questa tre giorni di studio sul Mediterraneo a Licata, si parlerà di identità e storia, della salute del mare e delle campagne, della stagionalità e del sostentamento dei piccoli produttori, di tradizione e innovazione ma anche di migrazioni e geopolitica per poi arrivare a stendere tutti insieme un manifesto condiviso sulla sostenibilità della filiera agroalimentare mediterranea. Tanti gli chef che sostengono il progetto, da Andrea Berton a Moreno Cedroni, passando da Giancarlo Perbellini fino a Corrado Assenza, insieme con loro colleghi provenienti da Albania, Turchia, Slovenia, Croazia fino a Israele. Tra i diversi relatori, ci sarà anche il direttore dell'Unione delle Università del Mediterraneo (Unimed), Marcello Scalisi, che ha spiegato che "un'iniziativa come quella di 'Nnumari' ci dà la possibilità di dare a dei giovani che saranno presenti, 15 studenti universitari provenienti da 11 Paesi, di confrontarsi su questo tema dell'identità mediterranea, se esiste un'identità comune mediterranea, vista dalla prospettiva di chi ha 23, 24, 25 anni, e non visto da chi ha la stanchezza di guardare a un mondo mediterraneo problematico".

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Genova, 29 apr. (askanews) - "E' un attestato di stima per cui lo ringrazio ma io sono sindaca qua e, visto che io rimarrò qua, spero che lui possa comunque avere un dialogo con il centrosinistra perché qua il nostro campo progressista o campo largo, come volete chiamarlo, sta funzionando bene. Credo che si possa pensare di farlo funzionare anche a livello nazionale". Lo ha detto la sindaca di Genova Silvia Salis, commentando le parole di Carlo Calenda che, a margine della presentazione del suo libro a Genova, ha detto che Azione sarebbe pronta ad aprire un dialogo col centrosinistra se la leader sarà lei.

"Devo dire - ha aggiunto Salis - che non è mai mancato l'appoggio di Carlo Calenda e di Azione, come non è mai mancato l'appoggio degli altri leader nazionali e dei partiti che mi sostengono. Azione ha un'assessora bravissima che è Cristina Lodi e sono soddisfatta del rapporto che abbiamo".

A chi le ricordava che Calenda ha messo un veto sul Movimento 5 Stelle a livello nazionale, la sindaca di Genova ha risposto: "Io sono per l'unione, sono per l'unione che sta funzionando qua. Le dinamiche nazionali sono dinamiche nazionali; mi preoccupo di quello che succede a Genova. A Genova stiamo lavorando bene tutti insieme".

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Presentati a Roma 337 beni culturali rimpatriati dagli Stati Uniti

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A Letterkenny, prima tappa irlandese, Jordan e Cian sono stati accolti da sostenitori, musicisti e runner locali. Uno dei cartelli ricordava l'impresa di Londra: "Non tutti gli eroi portano mantelli, alcuni portano frigoriferi".

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