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Consegnati i Premi Balzan, il sapere come valore irrinunciabile

sabato 16 novembre 2019
3' di lettura

Berna, 16 nov. (askanews) - Scienze, lettere, medicina: come ogni anno la Fondazione Internazionale Balzan celebra il sapere con i propri Premi, che per il 2019 sono consegnati nel Palazzo Federale di Berna, alla presenza della Presidente del Consiglio nazionale della Confederazione Svizzera. Nata nel 1956, la Fondazione vive su due sedi, Milano e Zurigo, e ha lo scopo 'di incoraggiare, senza distinzioni di nazionalità, di razza e di religione, la cultura, le scienze'. Nella stessa direzione si muovono i Premi Balzan, divisi in due categorie: 'Lettere, scienze morali e arti' da una parte, 'Scienze fisiche, matematiche, naturali e medicina' dall'altra. In un'ottica, come ci ha confermato il presidente della Fondazione Balzan Premio, professor Enrico Decleva, che è quella di unificare i diversi rami della conoscenza. 'Soprattutto - ha spiegato ad askanews - c'è un legame di fondo, il valore generale del sapere. Il fatto che senza un impegno costante nell'elaborazione del sapere, nella formazione di nuovi quadri a cui affidare la prosecuzione della conoscenza, l'umanità ci rimette molto. Per fortuna, tra tante sciagure che si possono registrare nel mondo che ci circonda, l'impressione è che in realtà il mondo della ricerca resista'. Partendo da questa convinzione e da questi elementi, la sensazione è quella di trovarsi qui a Berna a ragionare su quel grande valore culturale che chiamiamo umanesimo. Ne abbiamo discusso con il professor Luciano Maiani, presidente del Comitato generale premi della Fondazione Balzan. 'Umanesimo - ci ha detto - include tutto, naturalmente. Include la curiosità di studiare la natura, la curiosità di speculare su come collegare concetti così diversi, in matematica per esempio, che poi si scopre che sono legati, è anche però esplorare l'animo umano. Quindi il Premio Balzan vorrebbe muoversi su tutti questi fronti'. Per il 2019 i premiati sono stati il francese Jacques Aumont per la Filmologia; il britannico Michael Cook per gli Studi sull'Islam; il Gruppo di ricerca tedesco formato da Erika von Mutius, Klaus Rabe, Werner Seeger e Tobias Welte per la Patofisiologia della respirazione e il matematico italiano Luigi Ambrosio per la Teoria delle equazioni differenziali alle derivate. A lui, docente alla Normale di Pisa, abbiamo chiesto di spiegare il senso della ricerca che è stata premiata dalla Fondazione Balzan. 'E' un modo che abbiamo noi matematici - ci ha detto cercando di semplificare concetti molto complessi - per descrivere come si evolvono tanti oggetti in natura. pensiamo per esempio al moto dell'acqua in un lavandino o in una piscina: da cosa dipenderà? Dall'urto dell'acqua con le pareti della piscina oppure da un certo movimento che ha creato un moto ondoso. Come faccio io a predire come si evolverà l'acqua, come si muoverà l'onda? Tutto questo viene spiegato in termini matematici mediate le equazioni delle derivate parziali, che ci consentono poi di simulare all'interno di un computer il comportamento della natura'. Dalla teoria, dalle Idee platoniche, alla pratica, alla realtà, se volete alla dimensione più aristotelica del mondo. Ma è importante sottolineare, e il Premi Balzan lo fanno con determinazione, la stretta relazione e il valore della ricerca in tutte le sue forme. 'Non dimentichiamo - ha aggiunto il professor Ambrosio - che c'è anche questo ramo puramente teorico della matematica che poi, sorprendentemente, magari a volte di decenni o di secoli, rivela un'utilità pratica. E questo, se volte, è un grosso mistero di tipo filosofico'. Per il 2020, poi, i Premi Balzan guarderanno ancora più al modo in cui gli esseri umani possono stare nel mondo. 'L'anno prossimo - ha concluso Luciano Maiani - uno dei temi, che verrà affrontato dal duplice punto di vista delle scienze e da quello umano, è proprio quello della sfida del clima'.

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