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Caos in Bolivia, Morales verso la vittoria ma sospetto di brogli

sabato 26 ottobre 2019
2' di lettura

Roma, 22 ott. (askanews) - Scontri in Bolivia dopo la ripresa dello scrutinio dei voti per le presidenziali che hanno segnato una sorprendente inversione di tendenza in favore del capo dello Stato uscente Evo Morales, che sarebbe vicino alla vittoria al primo turno, evitando quello che prima appariva come un sicuro ballottaggio con il principale rivale Carlos Mesa. Gli osservatori dell'Organizzazione degli Stati americani (OAS), presenti nel Paese per le elezioni del 20 ottobre hanno espresso "preoccupazione" e "sorpresa" di fronte all'inspiegabile risultato. La pagina web del Tribunale elettorale supremo boliviano (TSE), con il 95,3% dei voti conteggiati, ha dato Morales in testa, con il 46,87% dei voti, con un ampio vantaggio su Mesa, fermo al 36,73%. Una differenza di oltre 10 punti percentuali che consentirebbe a Morales di ottenere la maggioranza assoluta ed essere eletto. Per vincere al primo turno, infatti, un candidato alla presidenza della Bolivia deve ottenere oltre il 50% dei voti, o il 40% con un vantaggio di 10 punti percentuali sul rivale più vicino. Lo sfidante Carlos Mesa, leader dell'alleanza politica Comunidad Ciudadana, presidente per 19 mesi dal 2003 al 2005 a seguito delle dimissioni del precedente capo dello Stato, ha denunciato "frodi" e ha annunciato di non riconoscere gli ultimi risultati provvisori. Il sito del Tribunale elettorale supremo boliviano, infatti, a un certo punto ha smesso di trasmettere i risultati parziali, con oltre l'80% delle votazioni conteggiate. E un giorno dopo ha pubblicato delle cifre con un inspiegabile cambio di tendenza. Un'interruzione che per Mesa è stata "estremamente grave", ha scritto su Twitter, promettendo che lui e la sua alleanza non permetteranno "la manipolazione di un risultato che ovviamente conferma il ballottaggio". Morales è al potere da quasi 14 anni, un quarto mandato lo porterebbe a restare al potere fino al 2025. I suoi detrattori dicono che ha ignorato l'esito del referendum che limita a due i mandati presidenziali.

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Crisi climatica, il Po a livelli di acqua sempre più bassi

Ferrara, 27 giu. (askanews) - La seconda ondata di calore del 2026 colpisce anche il fiume Po: il più lungo corso d'acqua dolce d'Italia, risorsa fondamentale per tutta la pianura Padana, sta raggiungendo livelli record di siccità, con le acque sempre più basse e difficoltà che si ripercuotono sull'intero ecosistema fluviale. "Oggi siamo a circa 15-18 km di risalita - ha detto Rodolfo Laurenti, direttore del Consorzio di bonifica Delta del Po - siamo quasi alla metà di quel valore. La questione è che siamo partiti un mese prima, perché questo valore nel 2022 o questa crisi sia registrata verso la metà del mese di luglio. La stiamo registrando dalla metà del mese di giugno, quindi partendo un mese prima per via della carenza della risorsa in tutto il bacino del Po, la paura è che quest'anno si toccheranno o si batteranno record negativi".

La scarsità d'acqua ovviamente rende difficile la produzione agricola, i campi appaiono estremamente secchi, la terra si spacca e per le piante è sempre più difficile crescere. Ma il livello basso del fiume significa anche problemi per che si muove lungo il Po. "La navigazione - ha spiegato Davide Martini dell'agenzia Tipo - è praticamente impossibile, è pericolosa anche per chi fa diportistica perché emergono alberi, ci sono dei resti di imbarcazioni, ci sono dei sassi e cose del genere che rendono tutto impossibile per il navigante".

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Impressionante il numero di stranieri, che sono arrivati per festeggiare lo scooter da ben 67 nazioni diverse. E questo vespista americano è arrivato qui da San Antonio, Texas. "Abbiamo portato la Vespa dagli Stati Uniti - ha detto David Baamonde - l'abbiamo portata in Germania e poi in furgone fino in Austria. Dall'Austria poi ho guidato la Vespa fino a Roma, e ci sono volute due settimane".

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